Catania-Milan 1-3: etnei ancora sconfitti, ma non è coi rossoneri che bisogna fare punti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:17

Quando si perde per 3-1, è difficile trovare elementi positivi. Si tratta di un risultato di per sé netto, quello che ha portato il Catania a perdere anche contro il Milan: un risultato reso se possibile ancor più netto da diverse altre nitide occasioni avute dai rossoneri e non concretizzate (con Balotelli lasciato colpevolmente solo più di una volta: per lui la gioia del gol è arrivata su punizione, quando è stata la barriera del Catania a regalare il ritorno alla marcatura in campionato dell’attaccante della Nazionale).

Innanzitutto, però, bisogna valutare l’avversario: si tratta del Milan, una squadra che – sia pur in netta difficoltà nell’avvio di stagione – è in netta ripresa e porta con sé un blasone che sembra atterrire ogni stagione il Catania, capace di superare i rossoneri solo una volta nella loro storia (e nel lontano 1963).

Ma non è contro le compagini come il Milan che si è obbligati a fare punti. Sarebbe stato il caso (ed è, in assoluto, il caso) di farli con le dirette avversarie nella lotta a salvezza sin qui affrontate, ma è sostanzialmente inutile stare a recriminare su quanto accaduto nel passato: la situazione è grave, ma è dovere del Catania (con ben oltre metà del campionato davanti) continuare a lottare per invertire ben presto la rotta.

Qualche elemento positivo c’è (giusto per non vedere solamente il bicchiere mezzo vuoto; enormemente vuoto, data la posizione in classifica): a tratti, il Catania si è mostrato combattivo e – tanto in avvio quanto dopo il 2-1 di Balotelli nella ripresa – ha messo in luce una buona capacità di pressing e una discreta capacità di sviluppo di gioco offensivo (pare manchi un attaccante, piuttosto: Maxi Lopez è irriconoscibile e non è accettabile che l’unica punta di una squadra non abbia tirato nemmeno una volta); inoltre, da sottolineare le prestazioni più che sufficenti dei due giovani terzini, l’esordiente Peruzzi e Biraghi, entrambi classe ’92.

Venendo ai molteplici elementi negativi, ne evidenzierò solamente tre: le tutt’altro che sporadiche amnesie difensive (con Montolivo lasciato solo sull’1-0, per esempio), la difficoltà di terminare un match in undici uomini (stavolta è stato Tachtsidis a lasciare il campo anzitempo: rosso diretto per un intervento cattivo su Balotelli) e la ancor più spiccata difficoltà di De Canio (la cui panchina traballa ogni secondo di più) di schierare una stessa formazione per più di una partita. E’ anche lodevole fare esperimenti (per esempio Monzon a centrocampo, sicuramente meglio che terzino), ma non si sta giocando il precampionato e – fanalino di coda a soli nove punti – la compagine etnea ha necessità di avere qualche certezza (un undici titolare, già, lo sarebbe) e – ancor più – di fare punti. Da adesso.

Catania-Milan 1-3
13′ pt Castro (C), 20′ pt Montolivo (M), 17′ st Balotelli (M), 35′ st Kakà (M)

Catania: Andujar; Peruzzi, Rolin, Spolli, Biraghi; Plasil, Tachtsidis, Barrientos (41′ st Leto), Castro (23′ st Guarente), Monzon (15′ st Keko); Lopez. All. De Canio

Milan:
Gabriel; Poli, Bonera, Silvestre, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Nocerino; Birsa (25′ st El Shaarawy), Kakà; Balotelli (35′ st Matri). All. Allegri

Arbiutro: Rizzoli di Bologna

Note: ammoniti Plasil, Barrientos (C); Bonera, Silvestre, Kakà (M). Espuslso al 19′ st Tachtsidis.

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