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Pd: Civati e l’auto-intervista da Fazio

Civati e Fazio

 

Ci sono trasmissioni televisive alle quali i politici nostrani non possono non partecipare. Una di queste è Che tempo che fa di Fabio Fazio che, attraverso un’intervista soft, riesce (quasi sempre) a celebrare il suo ospite, riabilitandone l’immagine su scala nazionale. Un salotto accogliente, nel quale amministratori e dirigenti di tutti i colori politici si accomodano volentieri per consegnare le loro verità, immuni da qualsiasi forma di contraddittorio.

E’ successo recentemente anche ai due aspiranti segretari del Pd, Matteo Renzi e Gianni Cuperlo. Ma non al “terzo incomodo” Pippo Civati (colui che molti hanno incoronato “vincitore” della sfida tv), il quale ha pensato di ovviare alla mancanza del conduttore costruendosi da solo l’agognata intervista. Durante un incontro pubblico svoltosi ieri a Bologna, Civati ha riproposto su uno schermo le domande che il presentatore di Rai3 ha rivolto a Renzi e Cuperlo, rispondendogli in differita. “Guardi Fazio – è stato l’ironico esordio del democratico – io la voglio ringraziare per avermi invitato perché la sua trasmissione è la mia preferita”. 

Sollecitato a spiegare cosa farà all’indomani della sua eventuale vittoria alle primarie: “Il 9 dicembre mi alzerò presto – ha risposto il deputato del Pd – e per prima cosa andrò a consegnare una tessera gold del Pd 2014 a Romano Prodi, con la postilla 101 free. Poi coinvolgeremo Fabrizio Barca, telefonerò al mio caro amico Stefano Rodotà, e parlerò con i gruppi di Sel. E da ultimo, sul calar della sera – ha continuato Civati – telefonerò a Giuliano Amato, che è un esperto della Costituzione, per chiedergli se delle tre pensioni che ha può rinunciarne a due”. 

“Stiamo scherzando, Fabio Fazio, però ci siamo rimasti male che non ci hai invitati – ha concluso il suo “siparietto” meta-televisivo Pippo Civati – perché quando si corre alla pari bisogna essere alla pari. Siamo uomini di sinistra e bisogna spiegare che anche queste sono le condizioni che chiediamo”.

E nel giorno del terzo V-Day, Pippo Civati è stato l’unico esponente del Pd a non prendere le distanze dalla manifestazione di Genova: “Molte cose che Grillo dice, anche se i toni sono sbagliati – ha spiegato il candidato alla segreteria democratica – hanno un fondo di verità“.