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Renzi e Alfano battibeccano sulle intese future

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Renzi e Alfano

 

Nei giorni scorsi, Angelino Alfano ha orgogliosamente definito il suo nuovo movimento politico indispensabile per la sopravvivenza del governo Letta. Non solo: “Ora le intese sono meno larghe, ma più chiare”, ha aggiunto il leader del Nuovo Centrodestra, rimarcando l’importanza di “negoziare” un nuovo programma di governo con gli “alleati” di Scelta Civica e del Pd.

Ma a sbarrargli preventivamente la strada è stato Matteo Renzi, che in un’intervista rilasciata ieri a La Repubblica, ha detto: Letta deve sapere che il suo esecutivo ora è incentrato sul Pd. Ha cambiato forma, le larghe intese originarie non ci sono più”. “Il fatto è che il Pd ha trecento deputati e Alfano ne ha trenta – ha precisato il sindaco di Firenze – Con tutto il rispetto per Scelta Civica e per il Nuovo Centrodestra, il governo sta in piedi grazie a noi. Alfano dice che può far cadere Letta. Bene, così si va subito al voto – ha stuzzicato Renzi – Io non ho paura, lui sì. Perché sa che Berlusconi lo asfalta”.

“Se Renzi ha l’obiettivo di prendersi la sedia di Letta, lo dica con chiarezza, senza girarci intorno, come si faceva per la vecchia politica – è stata la replica al vetriolo del vicepremier Alfano – Renzi sa che, a una settimana dalle primarie, deve spararla grossa. Per fortuna le primarie stanno per finire così si potrà parlare dei problemi del Paese”.

Parole a cui l’aspirante segretario del Pd ha controreplicato in serata: “Caro Angelino, noi non pensiamo alle poltrone, ma al bene dell’Italia”, ha detto. A pochi giorni dalle consultazioni democratiche che dovrebbero definire i futuri orizzonti del governo, il clima all’interno della nuova maggioranza appare, insomma, tutt’altro che disteso. E tra i due presunti homines novi volano stracci a mezzo stampa. Proprio come i loro predecessori.