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Serie A, quattordicesima giornata 2013/14: il pagellone dell’ignoranza – il top e flop più amarcord del web

Siamo già giunti alla quattordicesima giornata e a ben poco dalla fine del girone d’andata la Juventus ha iniziato a distaccare le inseguitrici (come fa quasi sempre dal 22esimo scudetto in poi, eccezion fatta per gli anni di Calciopoli; anni di giusta nemesi): superando per 1-0 l’Udinese e approfittando del pareggio della Roma (fermata sull’1-1 dall’Atalanta, complice un grave errore di Damato – l’arbitro, non Joe), i bianconeri di Torino si portano a +3 sui giallorossi. E se il Napoli terzo torna a vincere (netto 4-2 su una Lazio in crisi come non mai), l’Inter raccoglie il secondo pareggio di fila (con qualcuno in casa nerazzurra che inizia a chiedersi se questo Indonesiano non sia un po’ menagramo) e viene agganciata dalla Fiorentina (protagonista di uno spettacolare 4-3 contro gli ‘amici’ dell’Hellas Verona, in una partita dall’aura molto ’90, come vedremo nel nostro top e flop). In mezzo, una classifica molto corta (con il ritorno alla vittoria del Milan), mentre in coda cinque compagini appaiono pienamente invischiate nella lotta per non retrocedere (con il Catania messo peggio, ultimo a quota nove, e il Sassuolo miracolosamente lontano da ogni pericolo, almeno per ora).

Ma lasciamo la parola all’unico vero pagellone dell’ignoranza, a cura degli amici del Nicolone (che danno vita ad una delle pagine calcistiche più amarcord e – frattanto – poetiche dell’intero universo dei Social Network, Football Nostalgia Novanta – Storie senza tempo di un calcio senza creste).

TOP – GABRIEL OMAR BATISTUTA

Ieri sera al Franchi si respirava un clima che grondava anni Novanta da tutti i pori. La città sapeva che il Re Leone, Batigol, sarebbe tornato a vedere la sua ex squadra, e per l’occasione aveva rispolverato vecchie maglie, vecchie bandiere, vecchi cori e vecchie tradizioni. Ore 18:58, due minuti al fischio d’inizio, lo speaker lo annuncia, lui fa il suo ingresso in tribuna. Boato. Lui si commuove, io mi commuovo. Ci ritroviamo esattamente come ci eravamo lasciati a Roma, con gli occhi lucidi, più di dieci anni or sono. È sempre così fra noi due: non c’è un cazzo da fare, ogni volta che ci rincontriamo, son lacrime. Di gioia. Di affetto. Di vera, sincera e sana commozione. Il clima è festoso, i cori son gli stessi di quei magnifici nove anni insieme. E, complice la tua presenza, io so già che stasera deve, per forza, succedere qualcosa. Ne sono convinto. Me lo sento. Non può essere un banale zero a zero, oggi. Già all’ingresso in campo delle due squadre non posso fare a meno di notare che le maglie, cromaticamente, sono uguali a quelle della storica partita del 17 marzo 1985. Tutte gialle le veronesi, completamente viola le nostre. Esce fuori una partita da Football Nostalgia Novanta. Una partita indimenticabile, sembrava quasi un maestoso tributo per far divertire Batigol. Quattro gol nel primo quarto d’ora, saranno sette, poi, al novantesimo. Una partita strana, non perfetta, per carità, ma chi se ne fotte della tattica, stasera, c’è solo da far vedere dei colpi di tacco e dei missili all’incrocio, zioporcone. Quando, però, tu, Gabriel Omar Batistuta, hai tirato fuori il telefonino dalla giacca, hai inquadrato la Curva Fiesole e hai scattato quella foto, beh, lì, in quel preciso momento, un’erezione marmorea ha preso il sopravvento su di me, nonostante il clima glaciale e il panta strettissimo, e la goduria è stata pari ad aver rivisto un tuo gol. Una tua fucilata nel sette da 35 metri. Lì si che mi sono ricordato tutto ciò per cui ti ho amato e continuerò a farlo. P.s. Cammina male, è stato operato ad entrambe le caviglie, ma ruggisce ancora come un leone; è invecchiato, qualche capello bianco, ma fisico da grande trombatore, occhio spermatozoico e sorrisetto tipico di chi sa ancora e può ancora, dire benissimo la sua. Nessuna malattia, se non quella che abbiamo tutti, noi maschietti. F&F. Mi innamoro solo se….vedo segnar Batistuta…..correre alla bandierina, il bomber della Fiorentina….mi innamoro solo se……VOTO 10.

FLOP – LA TESSERA DEL MOCCIOSO

Questa settimana la Juventus Football Club si becca il flop più flop dell’anno, anzi un floppino, vista la tenera età dei 12000 discoli che si son mangiati in un sol boccone tutta la baracconata imbastita per l’occasione, mandando a signorine il beau geste della Signora. Non ce la sentiamo proprio di rinfacciare niente ai BabyJuventini, o BabyGranata vista la carognata. Piuttosto imputiamo questa Fantozzata alla società sportiva in questione, la quale, peggio che il PD alle elezioni, riempie le curve già squalificate di insospettabili franchi tiratori. Ci immaginiamo Marotta, che al primo “oooooo…merda!” suda freddo pensando alla incombente multa per discriminazione intestinale, mentre Agnelli lo minaccia con la stampella accrocchiando il monociglio in un espressione neanderthaliana. Paratici fa l’indiano, come suo solito, forse colpito da una piccola colica. Fatto sta che sta storia fa ridere e riflettere allo stesso tempo: bisogna insegnare la sportività fin da piccoli, ma lo sfottò pare irrimediabilmente intrinseco nel DNA dell’Italiano. Ma adesso che si inventeranno? la Tessera del Moccioso? VOTO 0.