Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Legge elettorale: i giudici in anticipo sul Parlamento

Legge elettorale: i giudici in anticipo sul Parlamento

Corte Costituzionale

 

Nel lungo elenco delle cose da fare che il presidente del Consiglio, Enrico Letta, presentò alle Camere al momento del suo insediamento, la riforma della legge elettorale compariva ai primi posti. Ma neanche i ripetuti moniti di Giorgio Napolitano e le isolate iniziative di parlamentari appassionati – come il democratico Roberto Giachetti, in sciopero della fame da 59 giorni – hanno sortito alcun effetto.

I gruppi parlamentari faticano a trovare la quadra e a decidere sulla riforma potrebbero essere i giudici della Corte Costituzionale. Che ieri si sono incontrati per la prima volta per inaugurare il dibattito sulla presunta incostituzionalità del Porcellum. I giudici torneranno a riunirsi oggi, ma quasi sicuramente il “verdetto” finale verrà consegnato a conclusione della seduta successiva, convocata per il 14 gennaio. Al centro delle discussioni i premi di maggioranza previsti dall’attuale legge e il chiacchierato sistema delle liste bloccate.

Se i giudici dovessero riconoscere l’incostituzionalità del Porcellum, certificherebbero (in pratica) l’esistenza di un Parlamento eletto con un sistema non in linea con i dettami della Carta Costituzionale. Un “vizio” gravissimo, che potrebbe aprire a scenari di inedita instabilità istituzionale. Per questo il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ieri fatto la voce grossa: I gruppi parlamentari non riescono a trovare un accordo politico, dimostrando di non cogliere la marea montante di una rabbia che si riverserà, più forte di prima, contro tutti i partiti, nel caso in cui dovesse restare l’attuale legge elettorale”.

“Oggi (ieri per chi legge, ndr) la Corte Costituzionale ci ha dato qualche settimana in più – ha aggiunto Grasso – Io spero che presto si possa trovare un’ampia condivisione. Ma se lo stallo dovesse continuare, nonostante i recenti sviluppi politici – ha precisato il presidente del Senato – non esiterò un attimo a sostenere il trasferimento di questo tema alla Camera dei Deputati”.

La discussione sulla legge elettorale si è, infatti, arenata al Senato, dove due giorni fa si è assistito all’ennesimo rinvio in Commissione Affari Costituzionali. Da qui l’appello di Roberto Giachetti, che qualche mese fa presentò alla Camera una mozione per modificare l’attuale legge elettorale bocciata dai suoi stessi colleghi di partito (e sostenuta solo dal M5S). Il democratico, provato da quasi due mesi di sciopero della fame, ha ieri proposto di riportare la discussione nell’altro ramo del Parlamento: “La palla deve passare alla Camera dove ci sono i numeri e le condizioni politiche per fare una legge elettorale che cancelli l’obbrobrio del Porcellum”, ha tagliato corto il vice di Laura Boldrini.