Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Porcellum incostituzionale: le reazioni della politica

Porcellum incostituzionale: le reazioni della politica

REFERENDUM: PORCELLUM; DEPOSITATE FIRME IN CASSAZIONE

 

La sentenza emessa ieri dai giudici della Consulta, che hanno riconosciuto l’incostituzionalità del Porcellum, non ha suscitato reazioni ai più alti vertici delle istituzioni. Nessun commento ufficiale dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (che sulla necessità di modificare la legge elettorale era abbondantemente intervenuto), né dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, impegnato in questi giorni a “mostrare i muscoli” ai commissari europei.

A reagire con grande sollecitudine sono stati, invece, i partiti. “Noi l’avevamo detto – ha commentato il segretario (in scadenza) del Pd, Guglielmo Epifani – Per quello che ci riguarda, ora la si smetta di mettere freni di ogni tipo e nel tempo più rapido possibile si arrivi a una nuova legge elettorale in grado di assicurare correttezza della rappresentanza e il principio di governabilità”. 

“La sentenza dichiarando incostituzionale il Porcellum, delegittima politicamente chi siede oggi in Parlamento – ha invece sottolineato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta – Per sanare il contrasto tra realtà di fatto e diritto costituzionale, bisogna indire le elezioni il prima possibile, con una nuova legge elettorale da approvare al più presto”. 

A sollecitare il ritorno immediato alle urne è stato anche Beppe Grillo: “La sentenza della Consulta di fatto cancella il Porcellum che va considerato decaduto con il ritorno immediato al voto con la precedente legge elettorale Mattarellum – ha scritto sul suo blog il “megafono” del M5S – Solo un nuovo Parlamento potrà modificare la legge elettorale. I partiti, Letta e Napolitano non hanno più nessuna legittimità – ha tagliato corto l’ex comico – Sono figli illegittimi della Repubblica. Si torni al Mattarellum”. 

A definire “ottima” la sentenza della Corte Costituzionale è stato Angelino Alfano: “A questo punto non ci sono più pretesti e alibi per alcuno – ha scandito l’esponente del Nuovo Centrodestra – Si deve procedere con urgenza a cambiare la legge elettorale”.

Soddisfatto anche il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che ha sottolineato come i “vizi” di incostituzionalità certificati ieri dalla Consulta fossero già stati denunciati dal suo partito. Oggi non possiamo che considerarci soddisfatti della pronuncia della Corte Costituzionale – è stato il commento del centrista – e invitare il Parlamento a lavorare subito all’approvazione delle due modifiche”.

Di ottimo umore il leader di Sel, Nichi Vendola“La decisione della Consulta – ha twittato il governatore della Puglia – è un  raggio di sole nel gelo della democrazia, è un atto di giustizia contro quel Porcellum con cui la destra ha offeso l’Italia”. Molto risentita, invece, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Giorgia Meloni“Dovrebbe vergognarsi chi per difendere una legge elettorale che attribuisce un potere assolutamente spropositato alle segreterie di partito ci ha portato fino a questo punto”, è sbottata l’ex ministro.

Impossibile, infine, non raccogliere il commento di Roberto Calderoli, padre del Porcellum (da lui stesso disconosciuto) “giustiziato” ieri dai giudici. “Si è aperto il vaso di Pandora – ha dichiarato il leghista – Ora ci saranno una serie di conseguenze da valutare che derivano da questa bocciatura. Potrebbe essere delegittimato il Parlamento, il governo sostenuto da questo Parlamento, il presidente della Repubblica e anche la Corte costituzionale che in parte è composta da membri eletti da un Parlamento illegittimo. E’ legittima – si è chiesto Calderoli – una sentenza espressa da un organismo che non è legittimato?”.