Legge elettorale: si apre il balletto Camera-Senato

Boldrini e Grasso

 

Dopo la sentenza della Consulta, le scosse telluriche hanno minato per tutto il giorno i Palazzi.

I deputati del M5S hanno ieri marcato l’accento sull’illegittimità del Parlamento sollecitando, in maniera più vigorosa, la convocazione della conferenza dei capigruppo. “Siamo tutti abusivi“, hanno scandito i pentastellati, che hanno chiesto di ritornare al precedente sistema elettorale: il Mattarellum. La loro richiesta è stata dapprima respinta (dando il là ad accesissime polemiche anche con la presidente Laura Boldrini), ma alla fine la conferenza dei capigruppo è stata convocata.

Cosa si è deciso? I rappresentanti dei gruppi parlamentari della Camera hanno chiesto di calendarizzare in Commissione Affari Costituzionali la discussione sulla riforma elettorale, con l’auspicio che la proposta approdi presto nell’Aula di Montecitorio, dove – come riconosciuto anche dal democratico Roberto Giachetti  – ci potrebbero essere i numeri per approvarla. “La nuova legge elettorale rappresenta un’urgenza politica e civile di cui la conferenza dei capigruppo di Montecitorio si è fatta interprete oggi (ieri per chi legge, ndr) – ha scritto in una nota la presidente della Camera, Laura Boldrini – chiedendomi di sollecitare il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto, ad iscrivere all’ordine del giorno i progetti di legge in materia”. 

La riforma della legge elettorale verrà, insomma, discussa sia al Senato che alla Camera. “Potranno essere attivate le possibili intese con il presidente del Senato – ha spiegato ancora Laura Boldrini – secondo la procedura prevista dal Regolamento della Camera per i casi in cui i due rami del Parlamento discutano proposte di legge sulla medesima materia”. ”Nel segno di una piena collaborazione istituzionale – ha aggiunto la presidente della Camera – l’obiettivo di una nuova legge elettorale è più che mai cruciale”.

Ma a storcere il naso sono stati alcuni senatori, che hanno letto nelle parole di Laura Boldrini l’annuncio di un inaccettabile “scippo”. “La legge elettorale è e resta all’esame del Senato – è sbottato il leghista Roberto Calderoli – Grasso non potrà cederla alla Camera contro il parere della Commissione”. Dello stesso parere il capogruppo del Nuovo Centrodestra al Senato, Maurizio Sacconi: “Il presidente del Senato è avvertito – ha detto – Se dovesse piegare i propri comportamenti alle pretese di partito o di frazioni di partito, verrebbe meno al suo ruolo istituzionale e le reazioni sarebbero proporzionate a un comportamento così grave“. “La provocatoria richiesta a maggioranza della conferenza dei capigruppo della Camera – ha rincarato Sacconi – corrisponde al malcelato tentativo di alcuni ambienti politici fino a ieri di non fare nulla e domani di provocare la crisi di governo attraverso la ricerca di maggioranze diverse da quella che lo sostiene”.