La Polizia che si leva il casco davanti ai forconi e la Polizia che carica gli studenti: quali le differenze?

Due pesi e due misure. Questo è l’aspetto che viene evidenziato dagli utenti dei social network.

Da un lato, abbiamo i forconi (anche conosciuti con il nome di movimento 9 dicembre), che durante le loro manifestazioni – che, alcuni fanno notare, sono state caratterizzate da una discreta nostalgia, con braccia tese e inni nazionali proposti a tutto spiano – hanno ottenuto il gesto simbolico, da parte delle forze dell’ordine, di vederli togliere il caso; un segno di appoggio alla protesta che ha portato un diffuso sentimento di simpatia verso di esse, capaci per un attimo di svestire i propri severi panni per indossare quelli di comuni cittadini.

Dall’altro, gli studenti de ‘La Sapienza’, auto organizzatisi per protestare contro un convegno dedicato alla green economy e, più in assoluto, contro l’austerity cui la classe dirigente (presente in massa al convegno: hanno partecipato ministri dell’ambiente, dell’economia, del lavoro, delle infrastrutture e della salute) ha costretto la popolazione (insomma, sotto questo punto di vista possiamo anche vedere delle contiguità coi forconi). Il comportamento delle forze dell’ordine è ben diverso: oltre alle canoniche cariche, possiamo ascoltare distintamente un funzionario gridare “prendiamone qualcuno” (saranno due i fermati, alla fine, poi rilasciati dopo qualche ora).

Il quesito quindi è questo: che differenze vi sono tra queste due forme di dissenso, tali da giustificare comportamenti così dissimili?