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La domenica dei veleni tra Renzi e Grillo

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Grillo e Renzi

 

Nel suo intervento all’assemblea nazionale di Milano che lo ha ieri ufficialmente incoronato nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi ha scelto di destinare a Beppe Grillo la “bordata” politica più pesante.

Evidentemente infastidito dall’appello lanciato qualche giorno fa dal blogger genovese, che gli  avevo chiesto di impegnarsi a restituire i soldi dei rimborsi elettorali intascati dal suo partito, Renzi ha ieri replicato a muso duro all’ex comico inanellando una serie di “controfferte”.

“Caro Beppe Grillo – ha esordito il segretario del Pd – hai 160 parlamentari che sono decisivi per fare le cose in Italia. Vuoi che rinunciamo ai 40 milioni di euro che ci saranno il prossimo anno per il Pd? Bene, siamo disponibili ad accettare la sfida, ma a una condizione: dì ai tuoi senatori che accettino di firmare il nostro progetto di trasformazione del Senato in Camera delle autonomie – ha detto Renzi – dì ai tuoi parlamentari di firmare l’abolizione del modello istituzionale regionale come sta venendo fuori ora e andiamo a dare a un consigliere regionale quello che prende un sindaco. Accetta di fare una legge elettorale subito – ha incalzato il democratico – in cui chi vince governa”.

“Ci stai a giocare in modo pulito e trasparente, senza accordi e senza patti? – ha chiesto Renzi all’ideatore del M5S – Sei disponibile a smettere di stare sul tetto del Parlamento e ad andare a votare in Parlamento per cambiare le cose? Se sei disponibile, il Pd è davanti a te. Se ci stai, queste cose si possono fare. Se non ci stai – ha affondato il sindaco di Firenze – sei per l’ennesima volta un chiacchierone e l’espressione buffone vale per te”.

La replica dell’ex comico non ha tardato ad arrivare. “Renzie aveva annunciato una ‘sorpresina’. C’è stata invece solo una scoreggina – è stato l’impietoso incipit del commento di Beppe Grillo sul suo blog – I rimborsi elettorali vanno restituiti agli italiani, non a Grillo. Sono soldi che i partiti hanno incassato aggirando un referendum e che la stessa Corte dei Conti ha denunciato come non dovuti. Caccia la grana, Renzie – ha controbattuto il genovese – e cacciala tutta”.

Quanto alla sfida lanciata dal nuovo segretario del Pd sull’abolizione delle ProvinceNel programma del M5S è prevista la loro abolizione – ha ricordato il blogger – Chiunque presenterà una legge che la prevede sarà votato. Per coerenza, parola sconosciuta a Renzie, il M5S non si è mai candidato alle elezioni provinciali, Renzie è invece stato presidente della Provincia di Firenze. Allora le Province – ha maliziosamente osservato Grillo – gli garbavano proprio”.

Non basta: “Questo Parlamento di nominati non ha la legittimità costituzionale, ma soprattutto morale, per fare una nuova legge elettorale – ha replicato Grillo alla proposta di collaborare per eliminare il Porcellum – Si sciolga il Parlamento e si ritorni al voto con il Mattarellum. Sarà il prossimo Parlamento a fare la nuova legge elettorale. Nel frattempo, nei mesi di gennaio e febbraio – ha annunciato il genovese – 100 mila iscritti al M5S certificati definiranno on line la proposta di legge elettorale del M5S. Gli iscritti, non un segretario di partito”.

 

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