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Renzi e gli altri: cosa pensano i partiti dell’ex “rottamatore”?

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Matteo Renzi

 

La giornata politica di ieri è stata fatalmente condizionata dal discorso che Matteo Renzi ha tenuto all’assemblea nazionale del Pd. Un discorso nel quale – oltre a inasprire i toni del “confronto” con Beppe Grillo – il segretario democratico ha messo in chiaro ciò che intende fare. Partendo da un patto di collaborazione con il governo in carica, al quale Renzi ha ribadito di non voler “staccare la spina”, a condizione che alcune riforme vengano centrate.

I leader degli altri schieramenti hanno reagito in maniera diversa. “Noi abbiamo detto fin dal mese scorso che chiediamo un contratto di governo – ha commentato Angelino Alfano – Oggi Renzi dice: chiediamo un contratto di governo. Va bene, ma noi abbiamo come interlocutore Enrico Letta. Con lui noi abbiamo fatto un patto per il governo – ha precisato il leader del Ncd – troverà lui il modo di mettere d’accordo le parti”. 

Una presa di distanza che il vicepremier ha rinforzato riferendosi ad altri punti presentati dall’ex “rottamatore”, sui quali appare difficile trovare un’intesa. Come le aperture sullo ius soli e sulle unioni civili. E nella “disputa” a distanza tra il sindaco di Firenze e Beppe Grillo sul tema dei rimborsi elettorali, Angelino Alfano non ha dato torto all’ex comico genovese: “L’unica cosa che Renzi, se voleva fare sul serio, doveva dire – ha evidenziato il vice di Letta – è che il finanziamento pubblico ai partiti va tagliato da domani mattina, non dal 2017. E’ l’unica cosa che non ha detto”. 

A fornire la sua personale lettura del discorso pronunciato ieri da Matteo Renzi all’assemblea di Milano è stato anche Renato Brunetta. “Il Matteo Renzi determinato nei modi, ma moderato e ragionevole nella sostanza programmatica delle primarie – ha osservato il capogruppo di Forza Italia alla Camera – ha lasciato il campo a un Renzi vincitore, che si afferma a capo della sinistra, agitando temi propri di quell’area politica e culturale”.  

“E’ evidente che così cambia natura e indirizzo il governo – ha sottolineato Brunetta – ed è evidente che il segretario del Pd non solo non teme la crisi di governo, ma la cerca. Con grande determinazione e cinismo”. “Tutto sta a vedere fin dove e fin quanto non solo Angelino Alfano, ma lo stesso Enrico Letta – ha continuato il forzista – sono disposti a deglutire pur di restare dove sono. Dopo la cura Renzi – ha vaticinato Brunetta – le aree politiche, culturali ed elettorali cui tanto Letta quanto Alfano fanno riferimento saranno state azzerate“.

A tifare cautamente per il neo segretario del Pd è, invece, Nichi Vendola. “A Matteo Renzi auguro di essere non solo il leader di un partito, ma il protagonista di una grande speranza“, ha dichiarato il governatore della Puglia. Che ha però precisato: “I punti di dissenso restano: Sel non confluirà nel Pd, resterà un soggetto autonomo”.

 

 

 

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