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Senato: sì all’emendamento pro-slot machine che imbarazza Renzi

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Slot Machine

 

Un emendamento al decreto “Salva Roma” approvato ieri al Senato ha messo in crisi la nuova segreteria di Matteo Renzi. Il Pd è, infatti, “scivolato” su una norma – presentata dalla senatrice del Nuovo Centrodestra, Federica Chiavaroli – che prospetta penalità finanziarie per gli enti locali impegnati nella lotta contro la ludopatia.

Più precisamente, l’emendamento votato ieri prevede che i Comuni o le Regioni che hanno approvato leggi restrittive contro il gioco d’azzardo, nel caso in cui dovesse verificarsi una diminuzione delle entrate erariali nei loro territori, subiscano tagli ai trasferimenti centrali. Ovvero, vengano penalizzati per la loro lotta contro il business delle slot machine.

La discutibile misura – approvata anche dal Pd – è stata fortemente contestata dal M5S, Sel, Lega e Scelta Civica. Sul piede di guerra molti amministratori locali. “Orgogliosi di aver fatto, tra le prime Regioni d’Italia, una legge contro la ludopatia e le slot machine – ha dichiarato ieri il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – non accetteremo mai e contrasteremo in tutti i modi norme statali che limitano la sacrosanta battaglia contro il gioco d’azzardo e le mafie che spesso si nascondono dietro”. 

Ancora più duro il commento del governatore della Lombardia, Roberto Maroni: “La potente e ricchissima lobby delle slot e del gioco d’azzardo ha colpito ancora – ha scritto su facebook – Ostacoli le slot machine nel tuo territorio? Lo Stato ti taglia i trasferimenti di denaro”. Non solo: l’ex segretario della Lega ha puntato l’indice contro il neo segretario del Pd: “Il nuovo corso di Renzi: favorire il gioco d’azzardo e bastonare le Regioni che lo contrastano”, ha affondato Maroni.

Un’accusa bruciante a cui il sindaco di Firenze ha risposto mostrando il pugno duro e annunciando tempestivi interventi di “correzione”. “E’ pazzesco, allucinante – ha commentato Matteo Renzi – Ho chiamato Lorenzo Guerini (coordinatore della segreteria del Pd, ndr) che ha già parlato con il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, e stanno cercando tecnicamente una soluzione. O un ordine del giorno o altro – ha spiegato il segretario del Pd – perché è stata votata una cosa inaccettabile”. La speranza dell’ex “rottamatore” è, insomma, quella di rimediare alla Camera al grossolano errore commesso ieri in Senato.

 

 

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