Camera: sì con bagarre all’abolizione delle Province

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:37

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Il sì al disegno di legge sulle Province e le città metropolitane sponsorizzato dal ministro Graziano Delrio è arrivato solo in tarda serata. A conclusione di una giornata parlamentare particolarmente turbolenta, nella quale il M5S, la Lega e Forza Italia hanno deciso di uscire dall’Aula in forma di protesta.

Ma andiamo con ordine. Il ddl è stato approvato alla Camera con 277 voti (quelli della maggioranza), mentre a votare no sono stati 11 deputati di Sel. Forza Italia, Lega e M5S hanno scelto, come accennato, di non partecipare alle operazioni di voto e hanno fortemente polemizzato con i “vendoliani” che, rimanendo in Aula, hanno garantito il mantenimento del numero legale necessario a far proseguire la discussione.

Non solo: particolarmente acceso è stato l’intervento del capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, che ha chiesto al presidente di turno, Simone Baldelli, di sospendere la seduta per consentire ai capigruppo di partecipare alla conferenza precedentemente convocata. Al rifiuto di Baldelli, che ha preferito proseguire i lavori all’interno dell’emiciclo, Brunetta ha reagito in maniera ancora più stizzita chiamando in causa la presidente della Camera, Laura Boldrini.

“Questi atteggiamenti leonini non sono accettabili – ha attaccato il capogruppo di Fi – Ho cercato il presidente Boldrini ma non ha risposto. Questa vicenda è un’offesa, una inutile violenza al Parlamento. Di questo Boldrini dovrà rendere conto”. 

Ma cosa prevede esattamente il ddl faticosamente approvato ieri alla Camera? Innanzitutto la sostituzione delle Province con le assemblee dei sindaci (che dovrebbero lavorare gratuitamente), i cui membri non verranno scelti dai cittadini, ma dagli amministratori locali. La norma passata ieri a Montecitorio prevede anche l’istituzione di 9 città metropolitane e la regolarizzazione della fusione tra alcuni Comuni.

Novità che non hanno convinto il presidente dell’Upi (Unione Province italiane), Antonio Saitta: “Il governo e il Parlamento diranno che hanno abolito le Province – ha commentato – ma la verità è che non solo sono state mantenute, ma è stato fatto un gran pasticcio che ci preoccupa. Perché con questo pasticcio – ha rincarato Saitta – sono a rischio servizi essenziali per i cittadini”. Di più: il presidente dell’Upi ha annunciato ricorsi contro la decisione, messa nera su bianco nella nuova normativa, di annullare le elezioni nelle Province “in scadenza”  nel 2014.

 

 

 

 

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