Torino-Chievo 4-1, Cairo: “Il Natale più bello”. Corini: “Ko paradossale”

Torino_Chievo_4_1_CairoTorino-Chievo 4-1 – Il 2013 di Giampiero Ventura non poteva chiudersi in modo migliore. A coronamento di mese quasi perfetto, chiuso con quattro vittorie ed un pari, il Torino supera anche il Chievo e consolida il settimo posto in classifica, miglior piazzamento degli ultimi 19 anni. Il tecnico ligure, però, ha un aereo da prendere e marca visita nella sala conferenze dello Stadio Olimpico: al suo posto si presenta il presidente Urbano Cairo, cui viene consegnato il compito di raccontare la soddisfazione granata. Tutto sommato sereno anche l’ex Eugenio Corini, che nella città che da calciatore lo vide protagonista su entrambe le sponde del Po conosce la sua seconda sconfitta di file: il suo panettone sarà indigesto, ma il tecnico gialloblù analizza senza scomporsi il 4-1 che Immobile, Vives e Cerci hanno appena griffato sul campo.

Corini – “Il nostro primo tempo è stato straordinario, coronato dalla rete del vantaggio che purtroppo non siamo riusciti a portare negli spogliatoi: eravamo compatti e ripartivamo molto bene, con grande pericolosità. Quello che ha rotto l’equilibrio è stato il gran gol del raddoppio realizzato da Immobile: poi ci siamo spinti in avanti per provare a pareggiare e da un corner per noi abbiamo preso in contropiede il 3-1 di Vives. È paradossale parlare di una sconfitta dopo una partita come questa. Il nostro margine d’errore deve assolutamente diminuire, ma la prestazione di oggi è stata molto positiva: abbiamo capito qual è la strada giusta, ricordiamoci che se il campionato finisse oggi saremmo salvi. Immobile? Sta vivendo un momento fantastico. E’ il classico attaccante moderno, che lavora molto per la squadra, è bravo a trovare la profondità e sa crearsi tante occasioni. Quest’anno, poi, riesce a buttarla dentro con grande continuità: complimenti a chi lo ha scelto e lo ha fatto arrivare a Torino“.

Cairo – “E’ il mio miglior Natale granata, soprattutto se pensiamo agli anni in Serie A. Attenzione, però: dobbiamo contenere l’euforia, esaltarsi troppo potrebbe rivelarsi deleterio. E’ importante continuare su questa strada, mantenendo disponibilità ed umiltà: il gruppo è molto compatto, i ragazzi seguono il mister e in campo si vede. Evitiamo di porci obiettivi, i risultati devono arrivare di volta in volta: pensiamo a fare i 40 punti, prima asticella importante, quello che eventualmente arriverà in più lo accoglieremo ben volentieri. Il contratto di Ventura? Non c’è alcun ostacolo: il nostro rapporto umano è molto buono, con lui la squadra sta facendo bene. Dobbiamo solo trovare il tempo di sederci ad un tavolo per sancire il prolungamento del nostro rapporto: il suo rinnovo, così come quello di Petrachi, lo considero automatico”.

D’Amborsio? Siamo a Natale, vorrei evitare di ricordare ciò che è successo: dico solo che se vuole fare il figliol prodigo e riabbracciare il Torino, io sono pronto ad accoglierlo. Il calciomercato? Questo gruppo è sano e sta facendo bene, dobbiamo valutare ogni acquisto con attenzione: proseguiremo sulla strada percorsa nell’ultimo anno e mezzo, cercando giocatori giovani di grandi potenzialità su cui costruire il Toro del futuro. I prezzi dei biglietti? Mi son detto: è Natale, facciamo un regalo ai tifosi e dimezziamoli. Ho fatto un paragone con Torino-Chievo dell’anno scorso, che si giocò nello stesso periodo: allora ci furono 2.500 paganti, oggi siamo arrivati a 10.000 e in una partita non di cartello abbimo riempito il 75% delle tribune dello stadio. Il mio intendimento è quello di fare qualcosa di speciale anche in futuro: voglio invogliare i tifosi a riempire l’Olimpico“.