NN intevista Liza de I Moderni: dalle antipatie di X Factor al nuovo album di inediti

NN intervista Celeste Liza de I Moderni da X Factor al nuovo albumSimpatica, disponibile, frizzante. Nell’intervista Celeste Gugliandolo, alias ‘Liza’ ne I Moderni, ha una naturale capacità di mettere a proprio agio il suo interlocutore. Nasce così una chiacchierata piacevole, sincera, in cui a primeggiare è il futuro del gruppo, l’album dall’impronta dance in procinto di vedere la luce, la loro nuova veste di autori musicali, i progetti ancora da realizzare con relativi sogni nel cassetto (anche personali). Ma ovviamente non si poteva non iniziare da X Factor, trasmissione che ha dato alla formazione torinese soddisfazioni e notorietà, e che Celeste continua a seguire con piacere.

Se si potesse scegliere, tra Arisa e Mika chi avresti voluto come team coach per il gruppo?

Per I Moderni credo Mika. Probabilmente perché Arisa l’abbiamo conosciuta e, sebbene in qualità di giudice parlasse con cognizione di causa, ci risultava antipatica e forse, chissà, lei stessa non ci avrebbe voluto nella sua squadra. E poi perché lo spirito di Mika, così vitale, energetico e sempre positivo, mi sembra più congeniale e in sintonia con lo spirito del nostro gruppo.

L’esperienza umana e quella musicale che ricordi con maggior affetto a X Factor?

Per noi il momento più emozionante è stato andare al ballottaggio e un po’ ci speravamo anche. In quell’occasione, infatti, abbiamo potuto esibirci a cappella con ‘Feel It’ che era il nostro cavallo di battaglia. Ce la stavamo giocando il turno con quello che sapevamo fare, esibirci a cappella appunto, e avevamo il cuore in gola: è stato emozionantissimo. A livello artistico, invece, la performance che ricordiamo con più interesse, oltre all’esibizione internazionale con Emili Sandé, è il brando ‘Diamonds’ che ci ha aperto la strada a quello che è stato poi il nostro modo di concepire il live: spettacolarizzazione, messa in scena, teatralizzazione di un concerto.

I Moderni sono arrivati a X Factor con una poco consolidata vita di gruppo alle spalle. Oggi, a distanza di qualche anno, vi sentite più forti e più uniti da questo punto di vista?

Si, effettivamente io sono arrivata dopo e prima del mio arrivo i ragazzi facevano tutt’altro repertorio. Quindi X Factor è stato l’inizio di una nuova era per la formazione di prima. Con il tempo abbiamo imparato ad incontrarci, a conoscerci e ad andare nella direzione che più ci aggradasse come gruppo.

Si dice spesso che la pecca dei talent sia di travolgere i partecipanti con un’ondata di celebrità improvvisa che spesso scema in quanto l’anno seguente arrivano volti nuovi. Voi avete avvertito sulla vostra pelle quest’effetto?

Personalmente posso dire che la nostra esperienza è stata differente. Basta pensare che a distanza di due edizioni da quel X Factor 5 che ci ha lanciato, noi siamo in procinto di pubblicare il nostro nuovo album, e siamo alla terza esperienza discografica dopo il successo del talent. Se hai qualità, grinta, passione e voglia di fare ciò che ami, alla fine riesci comunque a realizzare ciò che ti sei prefissato. A prescindere dalla celebrità, che sembra sempre vincolata alla televisione: se la gente non ti vede sul piccolo schermo pensa che tu sia sparito anche artisticamente. Non è così, e noi ne siamo la prova. Noi siamo passati da un periodo che tra X Factor e lo spot che ci vedeva protagonisti (quello per una nota catena di fast food americana, ndr), eravamo sempre in tv. Ora è un anno che siamo concentratissimi sul nostro nuovo album e magari non ci si vede più in televisione: ciò, però, non significa che siamo spariti, anzi.

Proprio a proposito del nuovo album, cosa puoi anticipare? Come sarà?

Questo è un album di larga intesa, nel senso che dentro c’è un po’ di tutti noi. La cosa bella è proprio questo suo essere nato in modo spontaneo. Tutto è partito la scorsa estate, quella del 2012 per intenderci, quando abbiamo incontrato Maurizio Lobina e Andrea Bonato: è iniziato un viaggio rivoluzionario,  fatto di interazioni, proposte, di tanta musica ascoltata, di tanta ricerca. Questo è il primo album di nostri inediti in cui per la prima volta abbiamo anche vestito i panni di ‘autori’. Ci siamo confrontati con una cosa che avevamo già toccato, la rap-dance di ‘Non ci penso mai’, addentrandoci però sempre più nel mondo della dance, visto che il nostro produttore è appunto Maurizio ‘Maury’ Lobina, produttore degli Eiffel 65.

E per i testi come vi siete organizzati? Anche qui lavoro di squadra?

All’inizio non è stato facile perché nessuno di noi si sentiva realmente capace. Poi ci siamo sbloccati facendo delle sezioni di gioco, pensando che ciò che doveva venir fuori era qualcosa che doveva riguardare noi, la nostra vita. Anche a X Factor abbiamo avuto la percezione che il pubblico ci avesse sostenuto per la nostra genuinità e quindi secondo noi era importante che emergessero, in questo lavoro, le nostre personalità. Così abbiamo trovato una quadra per lasciare che la canzone ci esprimesse in forma di poesia, di gioco o di filastrocca. Quindi il viaggio collettivo si è tramutato in un viaggio personale in cui ognuno di noi faceva le proprie le proposte, con tanto di litigi costruttivi dai quali siamo venuti fuori alla grande. Credo che non sia, né più né meno, quello che accade in un qualsiasi gruppo, solo che noi non eravamo abituati a farlo e quindi è stato fighissimo!

A questo punto la domanda è d’obbligo: quando uscirà il nuovo album?

In realtà è tutto top secret e quindi non posso anticipare nulla (ride, ndr). Quello che posso dire, però, è che il lancio del singolo è previsto per l’inizio del nuovo anno e l’uscita dell’album si avrà a seguire. Noi abbiamo una gran voglia di uscire, di vedere la reazione della gente, di tornare live.

A proposito di live, uscendo dalla vostra Torino, c’è stata una città che temevate vi accogliesse con indifferenza e che invece vi ha sorpreso con il suo calore?

In generale vediamo che nel Veneto siamo accolti molto bene e questo ci stupisce positivamente. Ma un’esperienza che proprio non dimenticheremo mai è stata l’esibizione a Lecce durante il Battiti Live, di fronte a una piazza gremitissima che ci conosceva pochissimo. Quando ci hanno presentato sul palco in pochissimi hanno battuto le mani: noi abbiamo iniziamo a cantare a cappella una pizzaca pugliese, perché il nostro pensiero è stato di omaggiare questa terra, che non ci conosceva, con un brano che gli apparteneva. Questo è servito a coinvolgere il pubblico e difatti, quando poi abbiamo continuato, sempre a cappella, con ‘Summer Time’, la reazione è stata molto positiva e soprattutto inattesa: una bellissima sorpresa.

Se potessi scegliere tre aggettivi per descrivere questi anni de I Moderni, da X Factor a oggi, quali sceglieresti?

Veloci, azzurri, caldi.

Sogni nel cassetto per I Moderni?

Confezionare un live che rispecchi la fatica, di studio e lavorazione, fatta in questi anni anche in previsione di uno spettacolo performativo appagante per noi ma soprattutto per il pubblico. Inoltre ci piacerebbe riuscire a portare avanti il nostro progetto parallelo dedicato alla musica a cappella, che non abbiamo mai messo finora in formato video o audio e al quale stiamo già lavorando. La musica a cappella rimane comunque un nostro grande amore, parallelamente alla musica dance, in quanto per noi queste sono due facce della stessa medaglia.

Parlando invece dei tuoi sogni nel cassetto, nella scheda identikit di X Factor si leggeva che il tuo sogno era di avere ‘una casa vicino al mare, con sala prove ed enorme sala concerti dove vivere insieme a chi ami’. Sogno realizzato, accantonato o work in progress?

Questa cosa non la ricordavo neanche io (scoppiando in una risata, ndr)! Comunque posso dire che ad oggi cambiano le carte in gioco ma il sogno resta. La casa c’è, sono attorniata da persone che mi amano e con le quali sto condividendo la mia vita artistica ma il mare ancora manca. Posso quindi dire che è un work in progress: ci sto lavorando!