Regione Sicilia, portaborse come colf. Ecco l’ultima trovata per aggirare la legge

coAspirapolvere a tutta forza, spolverino e fascia in testa? No, giacca, cravatta e valigetta portadocumenti. Da quest’anno in Sicilia i\le colf hanno una nuova mise. Ondata della moda che impera anche sui collaboratori domestici? No, semplicemente un escamotage per aggirare la nuova legge regionale che ha segnato un taglio netto agli emolumenti dei dipendenti della Regione Sicilia (dai deputati, passando per segretarie e portaborse).

L’Assemblea Regionale, cercando di porre un freno allo sperpero di denaro pubblico, ha infatti approvato la legge ‘taglia-stipendi’: stipendi per i deputati che passano da 11.780 euro netti a circa 8.300 e budget per i collabotari amministrativi fissato a 60.000 euro. Una bella botta per tutti, se anche i grillini sono stati costretti a fare dietro front richiedendo alle casse regionali parte dei soldi che avevano restituito secondo il Grillo-diktat.

Ma fatta la legge trovato l’inganno, si sa; e così, sfruttando la norma transitoria che mette in salvo dalle disposizioni della legge «tutti i contratti in essere alla data di entrata in vigore della legge», cioè il 31 dicembre, è partita la corsa alla contrattualizzazione dei portaborse. Non esistendo alcuna figura contrattuale aderente a questa professione (la maggior parte lavora con contratti a progetto o in nero), ci si deve rifare ad altre. Segretario? Assistente? No, i tagli opererebbero anche per queste figure professionali. E allora perchè non inquadrarli come colf, così da aggirare ogni limitazione di stipendio? Detto, fatto. Quantomeno, le sale di Palazzo d’Orleans saranno da adesso splendide splendenti, di certo.