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Fritz da Cat, Ensi, Noyz Narcos: FlowJob porta la leggenda a Catania

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Uno show leggendario. La collocazione dell’ultimo episodio della ‘FlowJob saga’ potrebbe tranquillamente esaurirsi con tale breve enunciato. Lo spettacolo inscenato ieri al Barbara DiscoLab da tre dei colossi del rap nostrano, Fritz da Cat ai piatti e il duo Ensi-Noyz Narcos alla voce, entra di diritto nella hall of fame dei live ‘rappusi’, senza dubbio alcuno. Smentendo chi vorrebbe questo genere di artisti legati a doppio filo alla ‘magia discografica’ dello studio di registrazione, profetizzandone prestazioni dal vivo mai pienamente convincenti, il sodalizio ha tirato fuori una buona ora e mezza di goduria musicale, mostrando presenza scenica da autentici lupi dello stage e notevole capacità vocale dal primo all’ultimo brano.

L’ingresso sul palco dei tre è una vampa: il ‘titolare’ della serata (si celebrava infatti il ritorno sulle scene di Fritz da Cat con l’album “Fritz”) illustra didascalicamente ai più giovani (corposa la loro presenza in sala) chi avessero davanti, selezionando una rapida rassegna dei suoi beat più celebri (un tuffo al cuore “Giorno e notte” da “950”, ndr.) per poi fermarsi su “Street opera”. Ad aprire ‘le danze’ è Enzino Ferrari, per i più Ensi, padrone di casa e veterano delle jam; L’ingresso del king di Centocelle Noyz Narcos, alla sua prima volta sulla east coast sicula, è truce come da nomea: nascosto da felpe e cappellini, ‘monta’ la sua Zoo de Roma su un beat di cotale portata con la tradizionale cattiveria. Meriterebbe di essere inciso, affinchè non si perda nell’etere.
Si prosegue sulla stessa falsa riga, Fritz a proporre basi da conservatorio e il duo Siculo\piemontese-romano a impreziosirle con le loro liriche, tratte ora dai loro ultimi due lavori solisti (“Monster” e “Era tutto un sogno”), ora da “Fritz”, che ha raccolto le migliori voci su piazza. Surreale il momento di “With or without it”, il primo singolo tratto dall’album del producer milanese, dove su un beat-bomboniera il buon Emanuele Frasca-Noyz mette da parte la trucidità per un più sussurrato e quasi allucinato flow. Delirio in sala, of course. Sull’altro versante, notevolissima l’esibizione in freestyle (più o meno free, di sicuro style) del veterano delle battle Ensi, che incita il pubblico a sfidarlo a fornirgli spunti ispiratori e lo sommerge di rime di livello stellare.

Il momento del distacco dai tre sul beat di “Cose preziose” è doloroso per tutti, ma è il degno coronamento di uno show epico. Poche volte si è assistito, di certo mai a Catania, a uno spettacolo così ‘profondamente’ rap, con tre pezzi di storia sul palco a infuocare una yard stracolma in delirio. Questa volta il FlowJob ha toccato davvero il suo punto massimo, portando nella città etnea un momento che resterà vivdo a lungo nelle menti di tutti i presenti. Ottimo il lavoro di tutti, dai ragazzi di Pulp a tutti gli altri gruppi organizzativi (Cool Stuff, Nofake beats, South Sicily Event) passando per lo staff e la security del locale, che ha permesso un sereno svolgimento della serata nonostante la massiccia partecipazione di pubblico. Vedremo se alla prossima si riuscirà a fare ancora di più. La sfida è ardua, ma è lanciata.