Saccomanni: Nel 2014 meno tasse. Forza Italia: Ha le visioni

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Saccomanni e Brunetta

 

“Il 2014 sarà l’anno della svolta. La ripresa si consoliderà e famiglie e imprese pagheranno meno tasse“. A dichiararlo, in un’intervista concessa ieri al quotidiano La Repubblica, è stato il responsabile dei conti pubblici, Fabrizio Saccomanni 

“Quest’anno la riduzione dell’Irpef non sarà insignificante – ha aggiunto il ministro dell’Economia – E nel prossimo triennio le tasse si ridurranno di ben 9 miliardi, con un calo graduale anno per anno. È un impegno che ho preso con l’Europa e con gli italiani e oggi lo rilancio”. Un impegno che l’ex tecnico della Banca d’Italia crede di poter onorare grazie alle politiche di contenimento (e non solo) che il governo si appresta a mettere in atto. “I soldi arriveranno dalla spending review e dal provvedimento sul rientro dei capitali – ha spiegato Saccomanni – E anche dal recupero dell’evasione fiscale, che anche nel 2013 ci ha consentito di far emergere 12 miliardi, e che nel 2014 intensificheremo”.

Di tutt’altro avviso il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato BrunettaImperturbabile, come se le vicende disastrose dell’economia italiana non fossero affar suo – ha subito affondato in una nota il forzista – il ministro continua a descrivere un mondo che non è quello degli italiani. Beato lui: vede la ripresa dove non c’è. Su questo, per la verità, ha le visioni da mesi e da mesi viene brutalmente smentito – ha rincarato Brunetta – Allo stesso modo, ha le visioni sulla pressione fiscale: mentre la fa aumentare con la peggiore legge di stabilità degli ultimi anni – ha sottolineato l’ex ministro – Saccomanni la vede in riduzione. Ancora una volta, beato lui“.

Non meno tranchant la nota del collega di partito di Brunetta, Daniele Capezzone: “Leggendo l’intervista del ministro Saccomanni, sorge il dubbio che viva in un altro Paese, o che parli di un altro Paese”, ha commentato caustico l’ex radicale. “Appare francamente sconcertante che il titolare dell’Economia descriva a tinte rosee una situazione che appare gravissima, e rispetto alla quale il governo Letta è stato inerteTassazione ai massimi, ritorno della tassa sulla casa sotto falso nome, domanda interna ai minimi, mancanza di qualunque iniziativa che abbia respiro strategico, spesa pubblica tuttora su livelli stratosferici. Che altro occorre – ha concluso allarmato Capezzone – per descrivere la gravità dei problemi e la totale inadeguatezza del governo Letta-Alfano?”.