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Cannabis della discordia: la politica discute sulla legalizzazione

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Cannabis

 

A buttare il sasso nello stagno è stato l’assessore lombardo leghista, Gianni Fava, che qualche giorno fa ha aperto alla possibilità di legalizzare la cannabis. Una posizione che ha creato non poco scompiglio nel Carroccio, con il neo segretario Matteo Salvini svelto nello sbarrare la strada a qualsiasi forma di depenalizzazione del commercio delle droghe leggere. In via Bellerio se ne discute ancora e c’è chi, come il vice capogruppo della Lega alla Camera, Gianluca Pini, ha trovato ragionevole la proposta del collega Fava al quale ha manifestato il suo personale appoggio.

Il dibattito, che ha vinto i confini padani, si è imposto a livello nazionale, suscitando (ovviamente) reazioni contrastanti. Il senatore del Pd, Luigi Manconi, ha scelto di non perdere tempo e ha presentato ieri un ddl che prevede (tra l’altro) la possibilità di coltivare per usi personali la marijuana e di cedere piccoli quantitativi dei derivati della cannabis senza incappare in sanzioni. Non solo: la norma proposta dal senatore democratico riabilita anche la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti“In questo modo – ha spiegato Manconi – si potrà ristabilire un solco chiaro tra comportamenti inoffensivi legati al consumo personale di sostanze che non nuocciono gravemente alla salute, non più di quanto faccia l’abuso di tabacco e di alcool – ha precisato il democratico – e il traffico di sostanze stupefacenti”.

Più cauto il segretario nazionale del suo partito: “Questa partita è iniziata perché un assessore regionale della Lega ha proposto lo stop al proibizionismo – ha commentato ieri sera Matteo Renzi – E’ una cosa schizofrenica perché la Lega votò la Fini-Giovanardi che ha cancellato la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Prima cambiamo questa leggiaccia – ha suggerito Renzi – andiamo con ordine”.

A non aver alcun dubbio sulla “bontà” della proposta avanzata dall’assessore leghista è, invece, Nichi Vendola“La legge Fini-Giovanardi è una legge sbagliata, feroce, inefficace – ha scritto ieri su facebook il leader di Sel – Il proibizionismo non è altro che manna dal cielo per i narcotrafficanti. L’uso terapeutico della cannabis è già una realtà in molti Paesi e negli Stati dove la cannabis è legale il consumo è sceso dopo la legalizzazione. In tutto il mondo, dall’Uruguay al Colorado, se ne discute e si volta radicalmente pagina – ha sottolineato il governatore della Puglia – noi che cosa stiamo aspettando?”.

Di tutt’altro avviso il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: “E’ ridicolo che ancora si pensi a una distinzione tra droghe leggere e pesanti – ha esordito l’ex capogruppo di Palazzo Madama – La droga è tale sempre, crea dipendenza e spesso la morte. Ciò vale anche per la cannabis, e comunque sarebbe impossibile stabilire il limite massimo entro il quale la detenzione e addirittura la coltivazione può essere considerata per uso personale”. “Ma come si fa a non avere chiaro il concetto che in caso di legalizzazione aumenterebbe il rischio di uso di stupefacenti? – ha proseguito nel suo ragionamento Gasparri – Che poi in questo modo si toglie l’appalto della vendita alla criminalità per darlo a qualcun altro mi sembra un’idea folle che si commenta da sola. In ogni caso, ipotesi legislative in questo senso troveranno una forte opposizione in Parlamento – ha promesso il forzista – e non saranno mai legge dello Stato”.