Google guarda al futuro: l’utente di domani avrà un microchip nel cervello?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:22

Il futuro, in casa Google, è a portata di microchip. L’utente internauta di domani, forse, navigherà grazie ad un microchip impiantato nel cervello. Abbandonerà mouse e tastiera e interrogherà il famoso motore di ricerca senza digitare nulla ma affidandosi alla forza del proprio pensiero. Google, ovviamente, sarà così in grado di comprendere la domanda che vogliamo porre e, come sempre, non tarderà a fornire le risposte più appropriate. Fantascienza? Realtà? O più semplicemente l’ennesima bufala circolante nel web? Nel caso l’ipotesi più accreditata fosse proprio quest’ ultima, NN cercherà, come già in passato con la news sui microchip per neonati, di smascherare l’inganno. Ma torniamo alla notizia riportata, peraltro, da numerose testate internazionali come i britannici DailyMail o The Indipendent.

Dietro questa scelta avveniristica si cela il volto, e l’ingegno, di Scott Huffman, Engineering Director presso Google. Nel suo mondo immaginario (o forse, a breve, realistico?) i microfoni di Google, integrati nel soffitto, ascolteranno le nostre conversazioni per poter così intervenire fornendo risposte verbali a qualsiasi quesito posto. Il passo fondamentale, a detta di Huffman, è individuare i bisogni degli utenti nel momento stesso in cui vengono generati. Ciò richiede quindi un’interconnessione tra dispositivi e utente: dalle spille-microfono ai Google Glass, passando per i microfoni installati nelle pareti di casa. Il passo successivo, quindi, sarà un microchip da impiantare nella testa o nel collo? Huffman crede che, in ultima analisi, si possano soddisfare le richieste delle persone inviando i risultati direttamente a microchip impiantati nel cervello dell’ utente. Come ha dichiarato Ben Gomes, Vicepresidente della Ricerca di Google, alla testata britannica The Indipendent, il microchip è ben lungi dall’essere solo una fantasia sci-fi visto che la ricerca, in tal senso, era stata già iniziata con i chip per aiutare le persone disabili a guidare loro sedie a rotelle.

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