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Berlusconi cerca il suo delfino: Giovanni Toti in pole position

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Giovanni Toti

 

Chi succederà a Silvio Berlusconi nella reggenza del suo partito? La domanda che anima, con alterna fortuna, il dibattito politico nazionale da qualche anno potrebbe presto avere una risposta. Dopo gli insistiti rumors sulla primogenita Marina (che ha sempre smentito un suo interessamento alla carriera politica), il cerchio sembra stringersi, infatti, su un “fedelissimo” del Cavaliere, entrato parecchi anni fa nella sua azienda. Un “debuttante” della politica che minaccia di fare terra bruciata di tutti i “falchi” e le “colombe” che da tempo svolazzano intorno all’ex premier sperando di ereditarne lo “scettro”.

L’ex presidente del Consiglio avrebbe già scelto il suo “delfino” e attenderebbe solo il momento giusto per ufficializzarne la nomina a coordinatore unico di Forza Italia. Si tratta di Giovanni Toti, il 45enne direttore del Tg4 e di Studio Aperto che, con i suoi modi  morbidi e garbati, avrebbe stregato Berlusconi. Emblema del moderatismo fisiologicamente votato al problem solving, Toti sarebbe l’uomo su cui il Cavaliere avrebbe deciso di puntare tutto per inaugurare la second life di Forza Italia. Il “colonnello” preparato e sobrio da preferire ai sanguigni Santanchè e Gasparri già banditi dalle tv.

Intanto il senatore decaduto continua nella sua attività di propaganda politica. Ieri ha scritto ai presidenti dei Club “Forza Silvio” per invitarli alla morigeratezza (basta con le sedi costose, ha ordinato) e per incalzarli sui temi più importanti: il ritorno al voto (il Cav sogna l’election day con le Europee di maggio), la giustizia, ma anche l’ambiente e la tutela degli animali. Ma più di tutto, l’ex premier ha chiesto ai suoi promoter sul territorio di raccontare la “vera storia d’Italia” degli ultimi anni, segnata dai “colpi di Stato” che hanno portato alla sua decadenza da parlamentare. Un “revisionismo” che Silvio Berlusconi considera indispensabile per recuperare i voti persi nell’ultima tornata elettorale.

 

 

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