De Girolamo e il bar allo zio: un altro ministro nei guai

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:39

Nunzia De Girolamo

 

Non c’è pace per i ministri del governo Letta. Dopo il caso kazako che ha messo in difficoltà Angelino Alfano e la telefonata alla signora Ligresti che ha fatto scendere le quotazioni di Anna Maria Cancellieri, tocca adesso alla responsabile delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo.

Il ministro del Ncd è inciampata in una storia di favoritismi familiari denunciata nei giorni scorsi dal Fatto Quotidiano. I fatti risalirebbero a quasi due anni fa e si sarebbero svolti a Benevento, dove uno zio acquisito dell’allora deputata del Pdl smaniava per subentrare al fratello nella gestione del bar all’interno dell’ospedale “Sacro Cuore-Fatebenefratelli”. Una questione che la nipote onorevole avrebbe risolto a modo suo ordinando al suo “uomo”, Michele Rossi (direttore dell’Asl di Benevento) di mandare un‘ispezione dei Nas nel bar ancora gestito dal fratello dello zio.

“Mandagli i controlli e vaffanculo”, avrebbe detto l’ex berlusconiana al telefono col suo interlocutore, aggiungendo: “Facciamogli capire che un minimo di comando ce l’abbiamo”. Detto fatto: i Nas arrivano nel bar del “Sacro Cuore” e costringono l’allora titolare, Maurizio Liguori, a chiudere i battenti. A beneficiarne sarà, qualche tempo dopo, suo fratello, Franco Liguori (zio della De Girolamo), che il 30 settembre del 2013 fa firmare a sua figlia Giorgia (cugina del ministro) il contratto di affitto del nuovo bar con l’azienda ospedaliera beneventana.

La vicenda rischia di creare nuovi problemi al già malfermo governo Letta. Il Movimento 5 Stelle ha, infatti, già annunciato una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro delle Politiche agricole. “La situazione della De Girolamo è gravissima – ha commentato la deputata pentastellata, Silvia Giordano – Se ha fatto quello che ha fatto da semplice deputato, non oso immaginare cosa possa fare da ministro”. “Ha utilizzato il suo ruolo da deputata in un modo moralmente e politicamente inaccettabile – ha rincarato l’esponente del M5S – Da questo punto di vista è responsabile a prescindere. Per questo il nostro capogruppo, Federico D’Incà, ha chiesto un’informativa urgente, ci aspettiamo che venga a riferire in aula”.