Governo nel mirino degli alleati: da Sc a Ncd, tutti incalzano Letta

Enrico Letta

 

Le consultazioni avviate da Enrico Letta per rinforzare il patto di alleanza con i partiti della maggioranza proseguono, ma senza sortire risultati particolarmente confortanti. Ieri il presidente del Consiglio ha incontrato una delegazione di Popolari per l’Italia (gli “scissionisti” di Scelta Civica) alla quale ha ribadito la necessità di “cambiare passo”.

“Il 2014 sarà l’anno della riscossa, avrebbe detto il premier agli ex “montiani”, assicurando che a nessuna forza politica della maggioranza (neanche al Pd di Matteo Renzi) verrà concesso di porre dei diktat sull’agenda di governo. Una determinazione che servirà molto al presidente del Consiglio, già incalzato dal “fuoco amico” del neo segretario del Pd, ma anche da quello di Scelta Civica e del Nuovo Centrodestra.

Ma andiamo con ordine: l’ennesimo “pasticciaccio” dell’esecutivo (i conti che non tornano sull’imposta sugli immobili) ha fatto storcere il naso al partito fondato da Mario Monti che si è ieri scagliato con forza contro il paventato aumento della Tasi (Tassa dei servizi indivisibili) che dovrebbe essere inserito con un emendamento nel decreto Enti locali. “Siamo contrari a provvedimenti spot che si agganciano a materie che non c’entrano nulla – ha affermato ieri, nel corso di una conferenza stampa, il capogruppo di Sc al Senato, Gianluca Susta – Il governo deve mettersi d’accordo all’interno della maggioranza”. A dargli man forte il segretario, Stefania Giannini: “Se il governo dovesse porre la fiducia su questo punto – ha tagliato corto – Scelta civica sarebbe pronta a votare no“. 

E a rendere più accidentato il percorso (a ostacoli) del governo ci ha pensato anche Angelino Alfano“Se propongono il matrimonio gayce ne andiamo un attimo prima a gambe levate e denunciandolo all’opinione pubblica – ha annunciato il leader del Ncd – Siamo in un governo con la sinistra, ma è sufficiente leggere la rassegna stampa delle ultime 96 ore per rendersi conto che se non ci fossimo noi, la sinistra riterrebbe normale legalizzare la canna, i matrimoni e le adozioni ai gay e spalancherebbe le frontiere. Questo è il riformismo della sinistra – ha denunciato il vicepremier – il loro universo valoriale”.