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Reato di clandestinità: militanti 5 Stelle (a differenza di Grillo) vogliono abolirlo

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M5S

 

Il risultato consegnato ieri dalla veloce consultazione elettronica che ha coinvolto alcuni supporter del Movimento 5 Stelle ha registrato uno “scollamento” dalle posizioni esternate da Beppe Grillo su un argomento quanto mai delicato. Agli internauti pentastellati è stato, infatti, chiesto di esprimere il loro parere sul reato di clandestinità di cui si parlerà oggi al Senato. I votanti on line hanno scelto di abrogarlo, prendendo le distanze da quanto affermato mesi fa da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

“Dalle 10 alle 17 di oggi (ieri, ndr) – si legge sul blog dell’ex comico – gli iscritti certificati hanno espresso il parere vincolante sul voto che il gruppo parlamentare del Senato dovrà esprimere domani (oggi, ndr) 14 gennaio sul ‘reato di clandestinità’. 15.839 hanno votato per la sua abrogazione, 9.093 per il mantenimento. I votanti – si precisa ancora nel breve post – sono stati 24.932. Gli aventi diritto erano gli iscritti certificati al 30 giugno 2013, pari a 80.383. Con l’abrogazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull’ingresso e il soggiorno nello Stato”.

I supporter del M5S che hanno partecipato alle votazioni di ieri hanno dunque promosso la linea sostenuta dai due senatori pentastellati, Andrea Cioffi e Maurizio Buccarella, che lo scorso mese di ottobre avevano presentato un emendamento al testo unico sull’immigrazione riguardante la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina. Con l’approvazione (dell’emendamento, ndr) – aveva spiegato Cioffi – si avrebbero soltanto risultati positivi in termini di risparmio di denaro pubblico e snellimento dei tempi della giustizia rimanendo intatte tulle le altre disposizioni e norme relative alla procedura d’espulsione”. Una proposta, quella di Cioffi e Buccarella, che i due fondatori del M5S non avevano affatto gradito.