La crisi, l’incremento dei suicidi e la denuncia al Governo per istigazione. Servirà a qualcosa?

Sono dati assolutamente tristi e che devono fare riflettere la classe dirigente, quelli che emergono in questo inizio di 2014: è in atto infatti un incremento di suicidi nella fascia che va dai 25 ai 30 anni.

Suicidi legati a doppio filo con la crisi: non sono pochi i giovani che – come gesto estremo – decidono di togliersi la vita come reazione all’impossibilità di trovare un posto di lavoro.

Gli ultimi casi registrati riguardano rispettivamente una ragazza di 28 anni e un ragazzo di 29 anni: la prima (secondo quanto riportato da Oggitreviso.it) ha deciso di togliersi la vita lungo la linea ferroviaria Conegliano-Treviso. Dopo essersi laureata a pieni voti (attualmente stava studiando per specializzarsi) la giovane ha deciso di uccidersi gettandosi sotto un treno, lasciando un messaggio ai propri cari un biglietto in cui si scusava per il gesto. La ragazza soffriva di crisi depressive, aggravate dalla situazione economica globale che rende difficile (se non impossibile) alla stragrande maggioranza dei giovani di programmare un futuro.

L’altro suicidio (avvenuto sempre nel nord, a Varese; ma non sono pochi i casi di gente che decide di togliersi la vita anche nel Mezzogiorno) è stato riportato da ‘Il Giorno’: un giovane perito elettronico di 29 anni ha infatti deciso di togliersi la vita dopo aver inviato a vuoto centinaia di curricula (tutti senza risposta). L’impossibilità di raggiungere un’indipendenza l’ha portato a pensare a questo gesto estremo.

In tal senso, la rete si sta muovendo per denunciare il Governo per “istigazione al suicidio” (art 580 C.P.P.) e “istigazione a delinquere” (art 414 C.P.P.). Avrà effettivi riscontri questa iniziativa?