Il giudice assolve, Equitalia condanna. Quando la riscossione ignora i tribunali

equInnocente per la Giustizia, colpevole secondo Equitalia. E’ questa l’incredibile vicenda, emersa in questi giorni, di un imprenditore tessile di Conegliano, in provincia di Treviso. All’uomo, a seguito di un controllo fiscale effettuato sulla sua ditta nel 2007, erano state inizialmente contestate delle irregolarità pari a circa 70mila euro. Il titolare dell’azienda però, convinto di essere nel giusto, ha dato avvio a un interminabile contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, conclusosi con l’assoluzione dell’uomo dalle sue presunte colpe e la condanna per l’Agenzia a pagare le spese processuali.

Tutto è bene quel che finisce bene, verrebbe da dire. E invece no, l’incubo era appena iniziato. Perchè l’Agenzia delle Entrate, in barba a quanto stabilito dal tribunale, aveva infatti già dato mandato a Equitalia di riscuotere la somma illegittima: così la famigerata società incaricata della riscossione dei tributi ha iniziato letteralmente a “tormentare” il 68enne con i metodi che tanto sono balzati all’onore delle cronache negli ultimi tempi, tanto da costringere l’uomo a rivolgersi all’associazione “Vittime di Equitalia” di Conegliano.
All’imprenditore 68enne non resta quindi che intentare una nuova causa contro Equitalia, non priva di aspetti paradossali: seppure l’uomo dovesse vincerla, sarebbe comunque inizialmente lui a dovere pagare le spese processuali, in attesa di un futuro rimborso dopo la sentenza definitiva.