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L’Aquila: il sindaco Cialente lascia ma c’è chi ora chiede il ritiro delle dimissioni

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Lo scorso 11 gennaio 2014 Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, fa un passo indietro e lascia la sua carica dopo  l’inchiesta sui lavori post-terremoto e il giro di tangenti che ha portato a 4 arresti. Dimissioni presentate, dunque. Ma ora c’è chi chiede il ritiro delle stesse. Vittima della macchina del fango, affermò l’ormai ex primo cittadino aquilano all’annuncio delle deimissioni. “Pago io per tutti” aveva affermato durante la conferenza stampa ribadendo che se ne andava “per un avviso di garanzia mandato nemmeno a me, ma al mio vice“. E il vice in questione è Roberto Riga, indagato per una mazzetta di ben 30mila euro mentre la città era inginocchiata sotto le macerie del terremoto.

Una scelta, quella di Cialente, che ha trovato il disaccordo del suo partito, il Pd, che si è stretto intorno a lui chiedendo a gran voce di ritirare le dimissioni. A volerlo, nello specifico, sono alcuni esponenti facenti parte della coalizione di Cialente, capeggiati dalla senatrice Stefania Pezzopane la quale ha pubblicamente chiesto all’ex sindaco dell’Aquila di ritornare a coprire la carica che ha lasciato, altrimenti il Pd si vedrà costretto a proporre un altro candidato. Al coro si è unita anche Betty Leone, nuova vicesindaco subentrata a Riga, preoccupata che il commissariamento rallenti i lavori di ricostruzione. Nell’attesa di sapere se Cialente si lascerà o meno convincere dalle parole dei suoi colleghi, ricordiamo le parole categoriche utilizzate a tal proposito nella conferenza stampa dellos corso 11 gennaio. “Non rimango neppure se me lo dovessero chiedere Renzi e Letta” – affermò risoluto, aggiungendo – “non si è mai visto un generale che guida il suo esercito con un cavallo zoppo”.