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Grillo ironizza su accordo Renzi-Berlusconi

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Renzi-Berlusconi

 

 

La succosa notizia del faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi – che dovrebbero negoziare oggi un accordo sulla riforma elettorale – non poteva lasciare indifferente Beppe Grillo. Che, infatti, ha ieri ampiamente ironizzato sull’argomento paragonando il tete-a-tete che si consumerà oggi tra il Cavaliere e il sindaco di Firenze nella sede del Pd a una serie di eventi, a suo dire, politicamente improbabili. Se non impossibili.

“Chiedere a Berlusconi, il creatore del Porcellum, di fare la nuova legge elettorale – ha esordito il fondatore del M5S sul suo blog – è come chiedere ai gruppi neonazisti di progettare i centri di accoglienza profughi  E’ come chiedere a Renzie di fare il sindaco di Firenze, è come chiedere a Napolitano di rendere pubblici i nastri delle sue conversazioni con Mancino, è come chiedere alla Bonino spiegazioni sulle armi chimiche in transito a Gioia Tauro”.

“E’ come chiedere alla Cancellieri di occuparsi dei detenuti in gravi condizioni di salute a patto che non si chiamino Ligresti – ha proseguito nella sua impietosa lista il blogger genovese – E’ come chiedere alla De Girolamo di dimettersi per uno scatto di dignità, è come chiedere anche ad Alfano, ministro inconsapevole di rapimenti kazaki, di dimettersi per uno scatto di dignità”. E ancora: “E’ come chiedere a Saccomanni se vede la luce in fondo al tunnel – ha aggiunto Beppe Grillo – è come chiedere ai direttori dei telegiornali della Rai di fare un convegno sulla libertà di informazione, è come chiedere a Vendola se l’aria di Taranto è salubre”. “E’ come chiedere all’oste – ha concluso l’ex comico – se il vino è buono”. 

E nello stesso post, il “megafono” del M5s ha lanciato un sondaggio, dal titolo “Caccia il ministro”, col quale ha chiesto agli internauti di indicare il membro del governo che, a loro avviso, merita più degli altri di essere “licenziato”. Nella rosa, nomi eccellenti: dal vicepremier Angelino Alfano alla Guardasigilli Anna Maria Cancellieri (momentaneamente in pole position), passando per il responsabile dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, e per quello dei Trasporti, Maurizio Lupi. Fino a Nunzia De Girolamo, ultimo ministro a scivolare su una vicenda di presunte raccomandazioni che ha contribuito a far precipitare (ulteriormente) le “quotazioni” del governo retto a fatica da Enrico Letta.