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Tra vergogna e allucinazioni: tutti i commenti all’accordo Renzi-Berlusconi

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Stefano Fassina

 

Matteo Renzi non indietreggia di un solo millimetro. E all’indomani del chiacchieratissimo incontro con Silvio Berlusconi nella sede nazionale del suo partito, affida a facebook l’ultima pepata precisazione. “Dopo 20 anni di chiacchiere, in un mese abbiamo il primo obiettivo a portata di mano – ha gongolato ieri il sindaco di Firenze – L’accordo, trasparente e alla luce del sole, è molto semplice. Si fa una legge elettorale per cui chi vince governa stabilmente, senza il diritto di ricatto dei partitini. Suggerisco a chi critica la legge – ha osservato il segretario del Pd – di aspettare almeno di sapere come è fatta. Io la presento domani (oggi, ndr) in direzione alle 16,00″. 

Una sicumera che non ha “convertito” il fronte interno dei dissidenti, costituito dai tanti democratici che hanno tradito imbarazzo e insofferenza per l’incontro di sabato pomeriggio al Nazareno. Tra tutti, il nemico giurato di Renzi, l’ex viceministro, Stefano Fassina: “Da dirigente del Pd mi sono vergognato – ha affondato ieri in un’intervista a SkyTg24 – Questo colloquio non andava fatto, è stato un errore politico. Forza Italia andava coinvolta con i suoi capigruppo”. Di più: “Il Senato ha votato, dopo una sentenza passata in giudicato, per l’interdizione politica – ha ricordato Fassina riferendosi (ovviamente) a Berlusconi – Difficile spiegare perché lo abbiamo votato e poi lo ribattezziamo per la terza volta padre costituente“.

Concetti espressi, con ancora più enfasi, dal “megafono” del M5S: “L’Italia è in preda alle allucinazioni e ai dejà vu – ha scritto ieri sul suo blog Beppe Grillo – Ieri sono riapparsi D’Alema che stringeva la mano allo statista Berlusconi della Bicamerale e Veltroni fotografato accanto all’amico Berlusconi sovrapposti a Renzie in profonda sintonia con il pregiudicato Berlusconi”. “La profonda sintonia con un pregiudicato al quale vengono affidate le sorti del Paese attraverso una nuova legge elettorale – ha rimarcato l’ex comico genovese – è un’allucinazione. Non può succedere che chi è stato scaraventato fuori dalla finestra del Senato per frode fiscale dal M5S, con i voti del Pd, sia chiamato a fare le leggi dal Pd. Chiunque sano di mente non ci può credere”.

Più felpato il commento di Angelino Alfano, che ha comunque guardato con molto fastidio al faccia a faccia tra il suo ex leader e il segretario del Pd. Si scordino di fare la legge elettorale senza di noi o contro di noi: non possono farla e non la faranno “, aveva commentato a caldo, sabato sera, il numero uno del Ncd. Si è verificato il tentativo di far passare un sistema elettorale come il sistema spagnolo, che doveva portare il bipolarismo italiano ad un sistema con due partiti – ha spiegato ieri nello studio della trasmissione In mezz’ora – un modo per soffocare nella culla il neonato Ncd. Noi ci siamo sottratti a questo tentativo di infanticidio e oggi festeggiamo il nostro primo grande successo”. Il vicepremier è, infatti, convinto che l’accordo siglato da Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale dovrà essere rimaneggiato, tenendo conto anche delle esigenze del suo schieramento, che rivendica, in particolare, il ripristino delle preferenze.

In questo carosello di critiche e commenti, a rimanere in posizione defilata è stato, invece, Enrico Letta. “Pare che si vada nella giusta direzione“, sarebbe stata l’asciutta considerazione del presidente del Consiglio, a conclusione del vertice di sabato pomeriggio. Ma il silenzio stampa del capo del governo potrebbe anche essere interpretato come il mancato sostegno al duo “riformatore” Renzi-Berlusconi.

 

 

 

 

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