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Vendola e gli altri: la reazione dei “piccoli” all’intesa Renzi-Berlusconi

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Nichi Vendola

 

Silvio Berlusconi come il conte Dracula: a suggerire la fosca immagine del presidente di Forza Italia è stato Nichi Vendola, che ha voluto mettere in guardia (a suo modo) Matteo Renzi dalle insidie di un’intesa col Cavaliere.

“Non credo che Renzi e Berlusconi abbiano sottoscritto patti d’acciaio – ha annotato ieri sul suo blog il governatore della Puglia – Ma se così fosse, sarebbe un patto con il diavolo e a Renzi consiglierei di proteggersi il collo da un Berlusconi che ogni volta che ha abbracciato il suo avversario, lo ha poi morso sul collo. C’è un’intesa tra loro? Vedremo la proposta concreta – ha tagliato corto il leader di Sel – Di certo una cosa è chiara: se bisogna impedire una sorta di diritto di veto da parte delle minoranze, bisogna anche impedire che venga esercitato un veto sul diritto di esistenza delle minoranze”.

“A Renzi raccomando saggezza – ha insistito il pugliese – il rischio del trappolone, per il Paese e non solo per noi c’è. L’eliminazione delle forze più piccole non è solo una lesione del diritto alla rappresentanza, ma una scelta pericolosa perché spesso quelle minoranze drenano consenso che altrimenti potrebbe finire alle forze populiste. E’ chiaro, infine, che un’intesa sulle regole non va cercata con Berlusconi e solo poi sottoposta agli altri – ha messo in chiaro Vendola – Va cercata con tutti”.

A reagire è stata anche Scelta CivicaAspettiamo di vedere il testo – ha concesso il capogruppo alla Camera, Andrea Romano – Siamo per la governabilità e per il recupero del rapporto eletti-elettori. SC ha dato un grande contributo in queste settimane. In ballo non c’è la difesa dei piccoli partiti – ha precisato – ma le vere riforme e la governabilità che servono all’Italia“. Più tranchant il commento del capogruppo al Senato, Gianluca Susta“Non male l’inciucellum Renzi-Berlusconi – ha scritto ieri su twitter – Ok al premio di maggioranza, ok alla soglia alta per chi vuole correre da solo, ok anche alla revisione del Titolo V e al superamento del bicameralismo paritario. Ma l’inciucellum resta un porcellum sulla scelta degli eletti – ha denunciato Susta – Collegi piccoli o grandi, i deputati continueranno a sceglierli i capi”.

Chi non si è scomposto troppo è stato, invece, Pier Ferdinando Casini. Interpellato sul faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi che minaccia di “silurare” i partiti più piccoli dal Parlamento: “Renzi non ha il monopolio del dialogo con Berlusconi – ha affermato il leader dell’Udc – e auspico che anche noi moderati parliamo con Forza Italia e le altre componenti dell’opposizione per individuare una possibile soluzione”. “In Parlamento proporremo le preferenze ha annunciato il “veterano” centrista – perché i parlamentari vengano scelti dai cittadini e non dai partiti”.