Parigi Haute Couture: l’alta moda Chanel sfila in sneakers

Parigi Haute Couture l'alta moda Chanel sfila in sneakersDimenticate sandali gioiello e tacchi vertiginosi. L’haute couture firmata Chanel sfila sotto le volte del Grand Palais di Parigi a passo di sneakers. Le modelle mandate in passerella da Karl Lagerfeld, storico direttore creativo della Maison dalla doppia ‘C’ incrociata, seguono con dinamismo il ritmo cadenzato dall’orchestra dal vivo guidata da Sebastien Tellier, musicista e compositore francese, con ai piedi un paio di scarpe da ginnastica, rigorosamente preziose come gli abiti indossati. Un’alta moda ginnica quella pensata da Chanel per la prossima primavera/estate,  che sfoggia accessori presi in prestito dal mondo dello sport, come le ginocchiere vezzosamente argentate o il marsupio mimetizzato con l’outfit. Il punto vita è quasi sempre segnato, lasciato in bella mostra da giacchini corti, top mini e bomber che scendono di poco sotto il seno.

Ma l’eleganza dell’haute couture c’è e si vede. Alle linee provocatoriamente semplici dei modelli si contrappone, infatti, il potente lavoro artigianale, la maestria dei ricami fatti a mano, la cascata di cristalli incastonati proprio dove non te lo aspetti ma soprattutto la scelta rigorosa dei materiali. Perchè la rivoluzione, come già osservato ieri con Dior, parte proprio dai tessuti. Sono loro gli artefici di una rinnovata eleganza capace di trasformare l’iconico tailleur Chanel, reinventato da mademoiselle Coco nel 1917,  in un capo unico e mai banale, di volumizzare la leggerezza dell’organza con eleganti piume di struzzo. E sono sempre le materie prime, preziose e iridescenti, a far brillare anche gli abiti da sera, lunghe tuniche costruite seguendo i dettami di una semplicità  portata alle estreme conseguenze. Il lusso resta ma trova forme più adatte alla contemporaneità, alla donna odierna che non ha più bisogno di abiti pomposi per sentirsi elegante.  L’essenza della nuova haute couture si racchiude tutta qui: nella voglia di scrollarsi di dosso quell’aurea di ‘inaccessibilità‘ con cui da sempre viene etichettata. E dal genio di Karl Lagerfeld parte la provocazione: la sneaker emblema del cambiamento.