Renzi ammette: Le liste bloccate? Le ha volute Berlusconi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:46

Renzi e Berlusconi

 

La proposta di riforma elettorale targata Renzi-Berlusconi è da due giorni nell’occhio del ciclone. A calamitare grandi critiche è, in particolare, il mantenimento delle “liste bloccate”, che perpetuerà il (mal)costume del Parlamento dei “nominati”.

Un punto, quello delle mancate preferenze, su cui Angelino Alfano è tornato a battere ieri: “Faccio al presidente Silvio Berlusconi e a Matteo Renzi un grande appello – ha detto il leader del Ncd – ma che cosa vi costa fare scegliere ai cittadini italiani il loro deputato? Fateli votare. Fateli scegliere. Abbiamo qualche settimana per decidere – ha ricordato il vicepremier – penso che possa essere quella la vera svolta”.

A rispondergli, in un eccesso di sincerità, è stato lo stesso Matteo Renzi: “Lo confesso: sono un sostenitore delle preferenze – ha scritto su facebook il democratico – Purtroppo sul punto si è registrata una netta ostilità di Forza Italia. Ottenuto il via libera su tutte le riforme, abbiamo dovuto cedere su questo punto. Altrimenti saltava tutto”. Come dire: se siete alla ricerca di un “colpevole”, è in casa del Cavaliere che dovete guardare.

Non solo: ai tanti schieramenti che hanno puntato l’indice contro la soglia del premio di maggioranza (considerata troppo bassa) e la soglia di sbarramento troppo alta, Matteo Renzi ha risposto: “A me cambiare le soglie di sbarramento non interessa”. “Il centrodestra sta con Berlusconi, convincano lui e ci facciano sapere – ha aggiunto il segretario del Pd – Se Alfano convince Forza Italia a modificare le soglie di sbarramento, le cambiamo. Se tutti sono d’accordo in Parlamento, si cambia, perché a me non interessa nulla delle soglie di sbarramento. Ma deve essere d’accordo Forza Italia”.

Per quanto il sindaco di Firenze, ospite ieri sera della trasmissione Porta a porta, non abbia rinunciato a rimarcare (per l’ennesima volta) la sua insofferenza nei confronti dei “partitini” che pretendono troppo. “Se hai consenso vero tra gli italiani – ha spiegato l’ex rottamatore – puoi anche portare le tue richieste legittime. Ma non è che sei hai l’1%, puoi stare dalla mattina alla sera a fare la morale. Scelta civica oggi ha l’1% – ha affondato Renzi – ma sta al governo per chiedere uno strapuntino e stare a fare il guardiano del bidone del proprio 1%, o propone delle idee ai suoi elettori?”. “Con tutto il rispetto, si mette la soglia di sbarramento – ha sottolineato il segretario del Pd – proprio per evitare il ricatto dei partitini. I partitini si arrabbiano? Si arrangino. Basta al potere di ricatto”.

Ad arrabbiarsi, in effetti, non è stato solo il partito di Mario Monti, ma anche la Lega, Fratelli d’Italia e Sel. Il leader Nichi Vendola ha ieri espresso un giudizio molto severo sull’Italicum proposto da Renzi e Berlusconi: “La proposta di legge elettorale non è solo discutibile, ma anche criticabile perché presenta un premio di maggioranza abnorme e una soglia di sbarramento molto alta, che ha solo la Grecia – ha dichiarato il leader di Sel – E’ l’ennesima manifestazione dell’ingordigia e della bulimia dei partiti più grandi”.