Italicum: il debutto in commissione Affari Costituzionali

Commissione Camera

 

La bozza provvisoria della nuova legge elettorale sarebbe stata inviata ai membri della commissione Affari Costituzionali della Camera soltanto in serata. Su iniziativa del presidente, Francesco Paolo Sisto, che – stando a quanto da lui stesso raccontato – avrebbe trascorso l’intera giornata di ieri a mettere per iscritto i contenuti dell’accordo (verbale) raggiunto sabato scorso da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

In realtà circolano voci che il vertice al Nazareno abbia prodotto un testo scritto, che i due leader avrebbero, però, scelto di chiudere momentaneamente nel cassetto per non attirarsi ulteriori critiche. Un documento su cui tanto Renzi quanto Berlusconi potrebbero in futuro fare leva, nel caso in cui i patti sanciti lo scorso fine settimana dovessero saltare per qualsiasi motivo.

Al netto delle “dicerie” (più o meno accreditate) sull’intesa stretta tra Pd e Forza Italia, resta invece la vera novità politica della giornata di ieri, ovvero il placet che il partito di Angelino Alfano ha concesso alla proposta di legge elettorale. La bozza è stata, infatti, sottoscritta anche dal Ncd, che continua a mantenere, però, una posizione assai critica sulla questione delle preferenze, su cui promette battaglia tanto in commissione quanto in Aula (dove il testo dovrebbe arrivare il 29 gennaio).

A tenere banco per tutta la giornata è stata, anche, la cosiddetta clausola “salva Lega”. Voci insistenti avevano, infatti, riferito che, per volontà di Forza Italia, nella bozza dell’Italicum era stata inserita una piccola postilla in cui si specificava che la soglia di sbarramento potesse essere calcolata anche su base regionale. Una misura cucita addosso alla Lega (storica alleata di Forza Italia), di cui nel testo provvisorio depositato ieri in commissione non c’è però alcuna traccia. L’ipotesi di una norma “salva Lega” aveva, del resto, irritato lo stesso segretario del Carroccio, Matteo Salvini“La Lega non ha bisogno di aiutini o leggi elettorali fatte su misura – aveva detto – il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi e accordini”.

E se la proposta di riforma elettorale ha incassato ieri il sì del Nuovo centrodestra, a rimanere fortemente critiche sono, invece, le posizioni di Scelta Civica, Fratelli d’Italia, Lega, Sel e, ovviamente, del Movimento 5 Stelle che vorrebbe contrapporre alla bozza targata Renzi-Berlusconi il testo che verrà disegnato a fine febbraio, a conclusione delle consultazioni on line avviate tra gli iscritti.