Legge elettorale, l’altolà di Renzi: Franchi tiratori affosseranno il governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:01

Matteo Renzi

 

Il testo della proposta di legge elettorale depositata due giorni fa in commissione Affari costituzionali della Camera arriverà in Aula il 29 gennaio. E sarà fatalmente accolto da una “pioggia” di emendamenti.

A dedicare molto tempo alle possibili “correzioni” della bozza sono i rappresentanti della cosiddetta fronda minoritaria del Pd (“bersaniani” o “cuperliani” o “dalemiani” che dir si voglia), che propongono l’eliminazione delle liste bloccate, l’abbassamento della soglia di sbarramento per i partiti che si presenteranno da soli alle elezioni e l’innalzamento della percentuale utile a beneficiare del premio di maggioranza (attualmente fissata al 35%).

Battaglie che accomunano gli “anti-renziani” del Pd alle posizioni del Nuovo centrodestra di Alfano, che invoca il ripristino delle preferenze, e di Scelta Civica, che chiede a gran voce l’innalzamento della soglia di maggioranza. Senza considerare gli altri partiti dell’opposizione (Sel, Lega, Fratelli d’Italia e M5S), che annunciano discussioni infuocate in Parlamento.

La palpabile tensione ha spinto Matteo Renzi ad imbastire una controffensiva preventiva: “Qualche franco tiratore ci sarà – ha profetizzato il segretario del Pd – ma se faranno fallire la riforma elettorale senza metterci la faccia, allora la strada della legislatura sarà in salita. Non affosseranno la legge elettorale – ha scandito Renzi in un’intervista al Tg3 – ma la legislatura“. Un avvertimento inequivocabile ai “dissidenti” del suo partito: attenti a ostacolare il percorso delle riforme, perché a pagarne per primo le conseguenze sarebbe il governo.

“Le modifiche sono possibili in Parlamento, se tutti sono d’accordo – ha aggiunto l’ex rottamatore – Gli emendamenti saranno discussi dentro il gruppo, alcuni li condivido, ma nessuno può farsi la sua legge elettorale, vanno condivisi: da Fi fino a Ncd”. Meno “possibilista” Renato Brunetta“Come ha detto Renzi, questo non è un accordo a la carte – ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia alla Camera – Si può modificare tutto, ma solo con l’accordo di Renzi e Berlusconi”.