Torino-Atalanta 1-0, Ventura: “Luci su di noi”. Marino: “In silenzio per fare rumore”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:45

Marino_In_silenzio_per_fare_rumoreTorino-Atalanta 1-0Giampiero Ventura è un tecnico che ama il rischio. Dopo due mesi di 3-5-2, in cui la sua squadra aveva viaggiato a ritmi da urlo, l’allenatore ligure ha preso il Torino e lo rivoltato, rilanciando El Kaddouri e con lui un modulo più spregiudicato. L’azzardo non ha pagato sul piano del gioco ma i suoi ragazzi, pur a fatica, sono riusciti a piegare 1-0 l’Atalanta. Il gol di Cerci, arrivato grazie ad un rigore molto contestato, premia oltre i suoi meriti il mister granata, che nella conferenza stampa post-partita conferma le difficoltà incontrate dal Toro ma non manca di esaltarne lo spirito. Decisamente più nervoso Stefano Colantuono, cui la decisione di Tagliavento non è proprio andata giù. Il tecnico nerazzurro, in silenzio come i suoi giocatori, diserta l’incontro con i media: al suo posto si presenta il dg Pierpaolo Marino, che prova a concentrarsi sulla buona prova della squadra bergamasca.

Ventura
La partita
– “Oggi non abbiamo giocato una partita spettacolare, siamo stati più lenti del solito. Contro una squadra come l’Atalanta, del resto, devi evitare di scoprirti troppo, altrimenti rischi di essere punito in contropiede. Questo è indice di maturità, ma anche il segno che possiamo crescere ulteriormente. Non dimentichiamo, comunque, che Padelli non ha fatto una sola parata, mentre noi dopo il vantaggio abbiamo avuto tre-quattro occasioni clamorose per raddoppiare”.
Il rigore – “Non ho visto al replay il fallo che ha generato il primo rigore, ma in ogni caso è imbarazzante parlare con me di certi episodi. E’ dalla 2^ giornata, proprio contro l’Atalanta, che veniamo costantemente penalizzati. A Genova ci è stato fischiato contro un rigore incredibile, ma invece di lamentarci abbiamo sottolineato i nostri errori. Il derby ci ha visto uscire sconfitti per un gol in fuorigioco, eppure non abbiamo alzato la voce. Gli errori dell’arbitro fanno parte del gioco”.

I riflettori – “L’obiettivo di oggi era dar luce a questo gruppo, volevamo accendere qualche riflettore per obiettivi che ad inizio campionato sembravano irraggiungibili. Siamo sesti, abbiamo 32 punti e ne abbiamo persi per strada almeno altri 6 in modo clamoroso: stiamo facendo qualcosa di veramente importante. Dal primo giorno diciamo che vogliamo essere protagonisti, ora lo siamo: da oggi aumentano le responsabilità, anche se i nostri obiettivi non cambiano”.
Il Milan – “Sabato sera andremo a giocare in casa del Milan e potremo capire di che pasta siamo fatti. Volevamo i riflettori, a San Siro li troveremo. La classifica dice che abbiamo quattro punti in più dei rossoneri? Spero che non sospendano il campionato…”

Marino
Il silenzio – “Colantuono non parla, ai giocatori abbiamo imposto il silenzio stampa. Vorremmo che fossero i media a commentare la partita e gli episodi che l’hanno contraddistinta. Credo che i nostri giudizi sarebbero considerati di parte: cosa potremmo aggiungere a quello che direte voi? Spero che questo sia un silenzio assordante, un atteggiamento che spesso conta più di tante proteste urlate”.
La partita – “Giocavamo contro un Torino in grande forma, spettacolare, che sta facendo un campionato straordinario. Fino al momento del primo rigore, però, lo avevamo imbrigliato bene: eravamo riusciti a chiudere ogni spazio e dietro avevamo sofferto pochissimo. La partita sembrava indirizzata verso lo 0-0”.
La prestazione – “Finalmente abbiamo visto una bella Atalanta anche lontano da Bergamo, forse solo a Genova avevamo giocato su questi livelli. E’ stata un’ottima prestazione, soprattutto se rapportata al valore del Torino, una squadra che sa giocare al calcio ed ha attaccanti che sono top-player per la categoria”.

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