Cie Ponte Galeria: immigrati si cuciono la bocca (di nuovo)

Immigrati Ponte Galeria

 

L’eclatante gesto di prendere ago e filo (ma anche pezzetti di fil di ferro) per cucirsi le labbra, hanno deciso di replicarlo sabato sera. Tredici immigrati di origine marocchina trattenuti nel Cie (centro di identificazione ed espulsione) di Ponte Galeria, alla periferia di Roma, hanno scelto di rimarcare così quel grido di protesta alzato nei giorni precedenti il Natale.

Sette di loro lo avevano già fatto il 21 dicembre scorso, per denunciare le condizioni del centro e l’allungarsi dei tempi della loro permanenza. Un gesto che aveva scosso l’opinione pubblica, spingendo alcuni esponenti politici a interessarsi della vicenda. Ma nonostante le promesse, nulla in queste settimane è cambiato nel centro di Ponte Galeria, dove gli immigrati hanno deciso di imbracciare una nuova forma di protesta: lo sciopero della fame.

Il presidente della commissione per i Diritti umani del Senato, Luigi Manconi, è andato a trovarli ieri mattina: “Gli immigrati lamentano che altri immigrati sbarcati con loro a Lampedusa sono stati nel frattempo rilasciati dal Cie di Caltanissetta – ha spiegato – insomma sono liberi, mentre loro sono ancora rinchiusi in quello di Ponte Galeria. E’ evidente che, a questo punto, occorre un rapido intervento per ridurre i tempi di permanenza dentro i Cie”. 

Sdegnato anche il vicesindaco di Roma, Luigi Nieri: “La nuova clamorosa protesta degli immigrati rinchiusi nel Cie di Ponte Galeria – ha detto – conferma, una volta di più, che si è perso e si sta continuando a perdere tempo prezioso per mettere fine a una vergogna indegna del nostro Paese. Non si possono trattenere persone che non hanno commesso alcun reato in strutture degradate e insalubri come i Cie”.

Più “piccato” il commento del deputato del Pd, Khalid Chaouki, che ha puntato l’indice contro il ministro dell’Interno. “Questa situazione ha un nome e un cognome, quelli di Angelino Alfano – ha affondato il democratico – E’ sua questa evidente inerzia. Nessuno ormai può dire di non sapere più nulla. Lunedì interverrò nella sessione del Consiglio di Europa a Strasburgo – ha annunciato Chaouki – e denuncerò come si continuano a calpestare i diritti umani degli immigrati in Italia”.