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De Girolamo si dimette: Il governo non mi ha difeso

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Nunzia De Girolamo

 

Nel dibattito politico monopolizzato dalla discussione sulla riforma elettorale, la notizia delle dimissioni del ministro Nunzia De Girolamo è arrivata come un fulmine a ciel sereno. A conclusione di una domenica segnata dal ventennale della discesa in campo di Silvio Berlusconi e dalle immancabili polemiche tra i vari schieramenti politici.

“Ho deciso di lasciare il ministero e di lasciare il governo – ha spiegato l’ex responsabile delle Politiche agricole – perché la mia dignità vale più di tutto questo ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare, perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo – ha rincarato la De Girolamo – che non ha difeso la mia onorabilità”.

Parole inequivocabilmente dirette al premier Enrico Letta che, dallo scoppio dello scandalo beneventano, non ha speso una sola parola a sostegno dell’ex berlusconiana. Anzi: incalzato più volte dai giornalisti, il presidente del Consiglio ha sempre scansato l’argomento, rifugiandosi dietro un cauto (quanto significativo) “no comment”. Che ha fatto sbottare la De Girolamo, che – su indicazione del marito “lettiano” Francesco Boccia – avrebbe a più riprese chiesto al premier di intervenire in sua difesa, ottenendo in risposta un eloquentissimo silenzio.

Le dimissioni della De Girolamo sono giunte a chiusura di una giornata particolarmente rovente, nel corso della quale (tra le altre cose) si è molto vociferato su un suo imminente ritorno a Forza Italia. Secondo il Movimento 5 Stelle, a convincere la De Girolamo sarebbe stata, invece, la mozione di sfiducia che si sarebbe dovuta discutere il prossimo 4 febbraio alla Camera. Un appuntamento talmente temuto dall’esponete del Ncd – è la tesi dei pentastellati – da indurla alle dimissioni.