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Indagine Bankitalia: Paese sempre più povero e disuguale

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L’indagine della Banca d’Italia sui redditi delle famiglie italiane ha confermato ieri il quadro tutt’altro che sereno dell’economia reale del nostro Paese.

Tra il 2010 e il 2012, il reddito familiare ha subito, infatti, una flessione media del 7,3% coinvolgendo soprattutto i giovani, che hanno avvertito più di tutti gli effetti della crisi ancora in corso. Il dato forse più allarmante è, però, quello relativo al tasso di povertà, che interessa il 16% delle famiglie italiane (era al 14% nel 2010). La soglia di povertà indicata dallo studio prevede un reddito annuo di 7.678 euro netti (neanche 640 euro al mese), che – stando ai risultati dell’indagine – sarebbe l’entrata media percepita da un italiano su sei.

Ancora: metà delle famiglie del Bel Paese vive con meno di 2 mila euro al mese e il 35,8% di esse ritiene che le proprie entrate siano insufficienti. Solo il 32,3% dei nuclei familiari italiani, invece, non si lamenta e arriva, senza troppi affanni, a fine mese. Percentuali che portano a un altro dato sorprendente, che fotografa in maniera incontestabile l’aumento della diseguaglianza sociale: in Italia, infatti, il 46,6% della ricchezza nazionale (praticamente la metà) si trova nelle mani del 10% delle famiglie.

A completare l’istantanea fornita da Bankitalia anche i dati relativi ai debiti che, secondo l’indagine, riguardano il 26,1% delle famiglie nostrane. A gravare sulle loro spalle è solitamente un debito di 51 mila euro contratto per via del mutuo o per spese legate all’acquisto o alla ristrutturazione della casa.