Obesità: sarà questa l’epidemia del prossimo futuro?

Nel mondo, ben una persona su tre è in sovrappeso. Ed è probabile che, in futuro, aumenteranno in modo esponenziale attacchi cardiaci, ictus e diabete collegati al sovrappeso. È questa la fotografia scattata dall’Overseas Development Institute in un recente rapporto. L’obesità ha, infatti, conosciuto una vera e propria esplosione negli ultimi trent’anni: a livello mondiale, la percentuale di adulti con un Indice di Massa Corporeo (IMC) superiore a 25, quindi in sovrappeso, è passata dal 23% del 1980 al 34% del 2008, ed è quasi quadruplicata nei paesi in via di sviluppo. Sono, infatti, proprio i paesi emergenti, in particolare nordafricani, latino-americani e asiatici, quelli che hanno conosciuto, in tempi recenti, un aumento impressionante di obesità e sovrappeso.

Da anni, medici e specialisti, supportati da questi dati statistici, affermano che nel 2025 l’obesità assumerà un carattere spropositato e rappresenterà “l’epidemia del XXI secolo”. Nonostante queste sconfortanti previsioni, è bene ricordare che l’obesità è una patologia sulla quale è possibile intervenire per tempo, adottando una dieta bilanciata e uno stile di vita attivo. Cibi sani e movimento sono quindi la chiave per dire “no” all’obesità e al sovrappeso fin da bambini e per evitare che la prospettiva di un’epidemia mondiale non si realizzi. Le stesse regole valgono per i milioni di persone che già si trovano in una condizione di grave sovrappeso, con tutti i rischi che comporta. Nel loro caso, tuttavia, potrebbero rendersi utili anche dei trattamenti farmacologici mirati per perdere peso, che possono essere acquistati anche dal web, sui siti di cliniche online sicure e affidabili , che collaborano con medici registrati e farmacie autorizzate, al servizio dei pazienti.

Ma da cosa dipende questa “epidemia”? Le cause principali di questo trend sarebbero, sempre secondo la ricerca dall’Overseas Development Institute, il cambiamento nella dieta e il passaggio a un’alimentazione ricca di grassi, zuccheri, olii e prodotti animali. La spiegazione risiederebbe, in parte, nell’improvviso boom economico di alcuni Paesi: le maggiori disponibilità economiche di una consistente fetta della popolazione, ad esempio in Messico o Egitto, hanno portato a un cambiamento negli stili di vita, più sedentari anche a causa di una diminuzione dei lavori manuali, e della dieta, anche per la maggiore influenza della pubblicità. Il risultato è che alcune regioni di Nord Africa, Medio Oriente e America Latina hanno ormai raggiunto tassi di obesità e sovrappeso simili a quelli europei.

La parte del leone, però, la fanno ancora i Paesi occidentali, Nord America in testa con un tasso di obesità e sovrappeso del 70%. Il nostro Paese non è da meno. È di pochi giorni fa l’allarme obesità tutto italiano: un maschio su due è in sovrappeso e uno su dieci è addirittura obeso. Per non parlare dei bambini: ben il 30% ha un eccesso di peso. La motivazione, secondo gli esperti, sarebbe anche nel nostro Paese un cambiamento delle abitudini alimentari e degli stili di vita: si abbandona la dieta mediterranea, si consumano sempre più alimenti e bevande zuccherate e ci si muove di meno.