Ricatto Electrolux: operai italiani pagati come i polacchi?

Electrolux

 

Il reparto è in crisi e occorre intervenire con misure di contenimento dei costi. E’ questa la premessa su cui la multinazionale svedese, Electolux, ha incardinato la proposta fatta ieri ai 4 stabilimenti italiani di Susegana, Porcia, Solaro e Forlì impegnati nella produzione di frigoriferi e lavatrici.

Una proposta che – stando al resoconto fornito dai sindacati che hanno partecipato all’incontro con la dirigenza dell’azienda – presenterebbe condizioni quanto meno discutibili. Prima tra tutte, la pretesa da parte degli svedesi di ridurre sensibilmente gli stipendi degli operai portandoli dai 1.400 euro al mese attualmente percepiti a circa 700-800 euro. Una riduzione utile (nella logica del colosso degli elettrodomestici) ad accorciare il gap tra il costo lavoro dei dipendenti italiani e quelli polacchi.

Non solo: per mantenere in vita gli stabilimenti del Bel Paese, la Electrolux ha anche chiesto di tagliare dell’80% i premi aziendali, di ridurre a 6 le ore lavorative, di bloccare i pagamenti delle festività, di ridurre le pause, di dimezzare i permessi sindacali e di stoppare gli scatti di anzianità. Un vero e proprio pacchetto “lacrime e sangue” per i lavoratori che – se l’accordo verrà raggiunto – dovranno fronteggiare situazioni di eccezionale ristrettezza.

La proposta presentata ieri dal colosso svedese avrebbe, tra l’altro, assunto i contorni di un vero e proprio ricatto perché se il piano non dovesse essere accettato, la multinazionale sarebbe intenzionata a bloccare i suoi investimenti in Italia per delocalizzare nell’est dell’Europa. In attesa di precisazioni o smentite da parte della dirigenza della Electrolux, si registra per il momento lo sdegno delle sigle sindacali che, insieme agli amministratori locali, hanno ieri invocato l’intervento del presidente del Consiglio in persona.

Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che ha gestito fin qui la vertenza, non è stato in grado – secondo i sindacalisti e i governatori – di fronteggiare in maniera adeguata la crisi, e ha indotto (involontariamente) la Electrolux a presentare la proposta choc resa nota ieri. Da qui l’invito recapitato a Enrico Letta di interessarsi personalmente alla vicenda, mostrando un potere di negoziazione utile a far recuperare dignità e diritti ai lavoratori. Che, da oggi, potrebbero organizzarsi in assemblee e gruppi di discussioni o dare vita a scioperi. A rischiare di più sarebbero i dipendenti dello stabilimento di Porcia, per il quale si profilerebbe addirittura il rischio della chiusura.