Boia al presidente: tempesta sul deputato 5 Stelle

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:27

Giorgio Sorial

 

Il Movimento 5 Stelle è impegnato da giorni in un’attività di strenua opposizione alla Camera tesa a far naufragare il chiacchierato decreto Imu-Bankitalia. Una battaglia serrata, attraverso la quale i pentastellati sperano di far scadere i termini di approvazione del provvedimento (fissati per oggi) riaprendo la discussione sui soldi che il governo italiano – a loro avviso – vorrebbe agevolare agli istituti di credito.

La questione ha infiammato il dibattito politico, esacerbando le tensioni in Aula tra il M5S e gli altri schieramenti. Ma qualcosa è intervenuto ieri a “rubare la scena”. Un gruppo di “cittadini” 5 Stelle ha, infatti, convocato alla Camera una conferenza stampa per denunciare il sostanziale esautoramento del Parlamento, di cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarebbe uno dei principali responsabili. “E’ stato garante di questo governo e del duo Berlusconi-Renzi – ha dichiarato il capogruppo al Senato, Vincenzo Santangelo – ed  è assolutamente assente sia a garanzia del Parlamento che degli italiani”.  

Ma a scandire il je accuse più bruciante è stato il deputato Giorgio Sorial“Napolitano ha dimostrato di non essere garante in nessun modo delle opposizioni – ha affermato – Potremmo dire che il boia Napolitano sta avvallando tutta una serie di azioni per cucire le bocche delle opposizioni e per tagliarci la testa”. 

Parole che hanno scatenato un vero e proprio putiferio, adombrando per il “focoso” parlamentare il rischio di una denuncia per vilipendio al capo dello Stato. Che ha subito incassato la solidarietà bipartisan di istituzioni e politica, precipitatisi a “crocifiggere” l’improvvida dichiarazione di Sorial e a dare sfogo a tutto il loro sdegno. Dal Pd a Scelta Civica, passando per “alfaniani”,”vendoliani” e leghisti (che non hanno mai dimostrato particolare attaccamento a Giorgio Napolitano): il coro di critiche levatosi all’indirizzo di Giorgio Sorial è stato quanto mai compatto.

E l’uscita del “cittadino” ha causato qualche frizione anche all’interno del movimento, dove un “dissidente” della prima ora come Francesco Campanella, è tornato a puntare l’indice contro lo “stile” di alcuni colleghi. “Con queste dichiarazioni, diamo ai cittadini la sensazione di essere strani – ha commentato il senatore del M5S – Dovremmo esprimerci in modo da farci capire perché così il cittadino si ritrae”. “Se uso toni sopra le righe – ha insistito Campanella – faccio sì che chi mi ascolta si focalizzi più sui toni che su quello che dico”.

Di tutt’altro avviso il collega alla Camera, Manlio Di StefanoDi cosa dovrebbero scusarsi il M5S e Sorial? – ha chiesto il pentastellato su facebook – Vi è parso eccessivo definire Re Giorgio Napolitano un boia? Beh, vediamo di ragionarci su: un boia è colui che uccide il condannato a morte, quindi Napolitano è stato accusato di aver ucciso qualcosa o qualcuno. Dunque facendo mente locale – ha continuato Di Stefano – in questi 2 mandati (già qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte), il Re ha ucciso: la democrazia, la Costituzione, il popolo italiano, la giustizia”. “Volete ancora le scuse? – ha concluso l’esponete del M5S rivolgendosi agli altri schieramenti parlamentari – Ok, iniziate a chiederle voi agli italiani per averci tolto il futuro e persino la speranza”.