Addio Fiat: arriva FCA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:32

Fca

 

Per i bambini nati negli ultimi mesi, che potranno tra circa 18 anni mettersi alla guida della loro prima automobile, il marchio Fiat sarà solo un logo vintage. Da ieri, infatti, la Fabbrica Italiana Automobili Torino ha ceduto il passo a un nuovo acronimo: FCA, Fiat Chrysler Automobiles.

Un cambiamento epocale, che segna la consacrazione globale dell’azienda. Che, infatti, ha scelto l’Olanda come sede legale e il Regno Unito come sede fiscale. E per non farsi mancare nulla (e mantenere vivo il rapporto con i Paesi che hanno dato i natali alla Fiat e alla Chrysler), la Fca quoterà le sue azioni sia a New York che a Milano.

La nascita di Fca – ha detto ieri il presidente Jonh Elkann – segna l’inizio di un nuovo capitolo della nostra storia. Il viaggio che è iniziato più di dieci anni fa, con la ricerca di soluzioni che assicurassero a Fiat il proprio posto in un mercato sempre più complesso – ha spiegato Elkann – è culminato nell’unione di due organizzazioni con caratteristiche e punti di forza geografici differenti e complementari. Fca ci permette di affrontare il futuro con rinnovata motivazione ed energia”.

Entusiasta anche l’amministratore delegato, Sergio Marchionne“Oggi è una delle giornate più importanti della mia carriera in Fiat e Chrysler”, ha dichiarato l’italo-canadese. “Possiamo dire di essere riusciti a creare basi solide per un costruttore di auto globale, con un bagaglio di esperienze e di competenze allo stesso livello della migliore concorrenza – ha gongolato il manager – L’adozione di una struttura di governance internazionale e le previste quotazioni, che miglioreranno l’accesso del gruppo ai mercati globali con evidenti vantaggi finanziari, completeranno questo progetto”.

Il cambiamento, hanno assicurato i dirigenti della neonata Fca, non impatterà in nessun modo sui livelli occupazionali e produttivi degli stabilimenti esistenti. Alcuni dei quali però, come quello di Termini Imerese (in provincia di Palermo), restano in attesa di una risposta da parte dell’azienda che nel mese di giugno sospenderà la cassa integrazione in deroga. Non solo: Preoccupa che un gruppo come Fiat decida di andare a pagare le tasse in un altro Paese facendo un’operazione di impoverimento qui”, ha commentato in serata il segretario della Cgil, Susanna Camusso.

 

 

 

 

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