Stasera al cinema: “The Wolf of Wall Street”

images“The Wolf of Wall Street” di Scorsese – Ed eccoci ad un altro appuntamento con il cinema, il film che vi propongo oggi è “The wolf of Wall Street” l’ultima opera di Scorsese con Leonardo Di Caprio. La storia è molto semplice una società creata dal nulla, fondata da un apprendista broker formatosi solo per pochi giorni a Wall Street, che nel giro di qualche anno diventa una macchina da soldi con pochissimi rivali sulla piazza. Questa società è la Stratton Oakmont e il fondatore in questione è un energico, spumeggiante e disinvolto Jordan Belfort. Il film inizia con questa frase: «Mi chiamo Jordan Belfort. L’anno in cui ho compiuto 26 anni ho guadagnato 49 milioni di dollari, il che mi ha fatto molto incazzare perché con altri 3 arrivavo a un milione a settimana». Per Jordan, come per tutti i suoi soci, non esiste il concetto della rinuncia: sono tutti addestrati solamente a produrre più soldi possibili, stimolati quotidianamente da un ambiente di lavoro oltre i limiti dell’immaginabile, che ricordi loro costantemente quanta potenza hanno i dollari che guadagnano ogni giorno.

Sesso, droghe, alcool, musica alta e ogni tipo di eccesso immaginabile sono protagonisti assoluti della vita dei dipendenti della Stratton Oakmont, dalla scrivania di lavoro fino alle ultime ore della notte, senza tregua, in un clima di permanente enfasi generale. Così il giovane, affascinante e spregiudicato Belfort, capace di ottenere tutto quello che vuole, appare quasi investito di caratteri divini: adorato dai dipendenti, invidiato da ogni broker d’America, incarna la figura del generoso salvatore, capace di regalare a chiunque la desideri una vita da sogno. Ovviamente non tarda ad incombere la figura della Giustizia, dello sceriffo che sente odore di truffa ed entra galoppante della vita dei milionari brokers.Per il broker più famoso degli anni Ottanta non basterà nascondere i soldi in Svizzera sotto falso nome, per evitare di essere incastrato: inizia un inevitabile declino nella vita di Belfort, che vede coinvolto non solo il lavoro, ma anche la famiglia. Questo film è a tutti gli effetti una commedia che poteva essere scoppiettante ma in realtà è solo volgare. Il cinema di Scorsese ha sempre una morale, da Toro Scatenato di De Niro, passando per i protagonisti di Casinò, sino allo stesso Di Caprio nei recenti The Aviator e Shuttered Island, tutti hanno uno scopo o un cambiamento nel corso della pellicola.

Un percorso, non sempre positivo, che portava ad una analisi da parte dello spettatore e riflessioni più o meno profonde Tutto questo in The Wolf of Wall Street, non è presente. Il film ci accompagna in tre ore di immagini psichedeliche che si susseguono una dietro l’altra battute di cattivo gusto, linguaggio scurrile, ricerca dell’eccesso e molto altro ancora. Scorsese invita il suo pubblico in un circo dove la finanza e il mondo di Wall Street fanno solo da sfondo all’avidità sconfinata, incurante e arrogante di un giovane che cerca nei soldi l’unica ragione di vita. E così per tre ore di film il nostro cervello sarà inondato da immagini edonistiche, spregiudicate, senza alcune morale. Da poco il film è stato distribuito nelle sale italiane, dopo la nomination all’Oscar e la vittoria del Golden Globe,  ed è già sulla bocca di tutti: troppo sesso, troppa droga, troppe volgarità, troppe scene di nudo, troppi dialoghi scurrili. Le avventure di Jordan Belfort potevano essere materiale per un film ottima ma lo sono state per un’opera mediocre e vietata ai minori id 14 anni.