Boldrini-M5S: è scontro totale

Boldrini e Di Maio

 

Si carica di una tensione diventata ormai insostenibile il braccio di ferro tra la presidente della Camera, Laura Boldrini, e il Movimento 5 Stelle. I pentastellati, che hanno sempre palesato un atteggiamento assai critico nei confronti della terza carica dello Stato, non le perdonano, in particolare, il ricorso alla “ghigliottina” che lo scorso 29 gennaio ha consentito l’approvazione (in extremis) del decreto Imu-Bankitalia.

Dal canto suo, la presidente della Camera ha definito inaccettabili le azioni messe in campo dai 5 Stelle, ai quali ha rimproverato una violenza a suo dire “eversiva”, che merita di essere sanzionata dentro e fuori il Parlamento. Concetti che la numero uno di Montecitorio ha ribadito anche ieri sera, dal salotto televisivo di Fabio Fazio: “Si è assistito a una terribile onda di violenza – ha detto la Boldrini riferendosi alla bagarre alla Camera della scorsa settimana – ho visto persone incapaci di trattenersi, prive di lucidità. Io penso che in nessun  luogo di lavoro questo sia concepibile: se c’è rabbia e frustrazione – ha detto la presidente della Camera – le persone devono essere in grado di indirizzarle nel modo giusto”.

“Credo che questi siano atti eversivi intollerabili – ha rincarato la Boldrini – c’è un’emergenza democratica che deve essere trattata con la massima serietà”. E a impensierire la “vendoliana” seduta sullo scranno più alto di Montecitorio sono stati anche gli insulti comparsi sul sito di Beppe Grillo, a commento di un video (ormai rimosso) che si concludeva con la domanda: “Cosa succederebbe, se ti trovassi la Boldrini in macchina?”. “Quella era istigazione alla violenza – ha denunciato la presidente della Camera – e la cosa più sconsolante è che il 90% di quei commenti erano a sfondo sessista. Chi segue questo blog, non ha interesse a confrontarsi sui contenuti, ma ad offendere e umiliare. Questi – ha affondato implacabile la Boldrini – sono dei potenziali stupratori“.

L’idiosincrasia del M5S per la terza carica dello Stato (e viceversa) si era già manifestata in molte occasioni, ma i livelli di insofferenza registrati nelle ultime ore prefigurano scenari quanto mai compromessi. A puntare severamente l’indice contro Laura Boldrini è stato ieri il vicepresidente della Camera targato 5 Stelle, Luigi Di Maio“Sentirsi dire eversori vuol dire che per noi Laura Boldrini non è più la presidente di tutte le forze politiche della Camera, ma fa soltanto gli interessi della maggioranza – ha dichiarato il deputato campano – Ormai non è super partes, ma è scesa in campo”. “Da oggi – si è chiesto Di Maio – con quale spirito ci rivolgeremo alla presidente della Camera per vedere garantire i nostri diritti di minoranza?”.

Di più: “Quando sono arrivato alla Camera, ho studiato i regolamenti e i precedenti per capire come si gestisce l’Aula – ha spiegato il vice della Boldrini – Ciò che è accaduto nei giorni scorsi ha decine di precedenti ma, per come ha gestito l’Aula la presidente, si comprende che lei non solo non conosce il regolamento ma neanche i precedenti. Altrimenti non avrebbe attuato la ‘tagliola’ che è l’unico strumento eversivo attuato in questi giorni a Montecitorio”. “Ormai è evidente che agisce così per consenso politico – ha rincarato sul finale il pentastellato – usa la sua carica solo per calcolo politico”.