Decreto carceri: sì a fiducia tra manette e regolamenti

Buonanno manette alla Camera

 

Con 347 voti a favore e 200 no, la Camera dei deputati ha ieri concesso la fiducia al decreto “svuota-carceri” presentato dal governo.

Il testo prevede, tra le altre cose, il passaggio da 45 a 75 giorni a semestre della detrazione di pena concessa ai detenuti considerati “meritevoli”. Uno “sconto” che non coinvolgerà però i condannati per reati di mafia, estorsione, omicidio e violenze sessuali. Via libera, anche, ai braccialetti elettronici, il cui uso verrà potenziato, e alla possibilità per i condannati a pene detentive fino ai 18 mesi di ricorrere ai domiciliari.

Non solo: il decreto prevede anche un “alleggerimento” della pena per i piccoli spacciatori (la recidiva, ad esempio, non sarà più calcolata come aggravante) e la procedura di espulsione per gli stranieri condannati a due anni di detenzione. Tra le altre misure, anche l’istituzione, presso il ministero della Giustizia, del collegio del Garante nazionale dei diritti dei detenuti (costituito da 3 membri), che dovrà vigilare sul rispetto dei diritti umani nelle carceri e nei Centri di identificazione ed espulsione.

La seduta parlamentare di ieri è stata, però, (come è ormai consuetudine) tutt’altro che serena. Durante le dichiarazioni di voto, il leghista Gianluca Buonanno ha sventolato un paio di manette, che ha poi depositato sul banco del governo, davanti al ministro Anna Maria Cancellieri. Un gesto fortemente stigmatizzato dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha preferito sospendere la seduta per consentire ai commessi di riportare l’ordine in Aula.

Ma anche i deputati del M5S hanno contribuito a mantenere teso il clima a Montecitorio: chiamati ad esprimere il loro voto sulla fiducia al decreto, i pentastellati sono passati davanti al banco della presidenza esibendo i testi del regolamento, per rimarcare la loro condanna verso la “ghigliottina” azionata dalla presidente Boldrini in occasione dell’approvazione del decreto Imu-Bankitalia.

E a bocciare lo “svuota-carceri” è stato anche Fratelli d’Italia“E’ l’ennesimo fallimento di questo governo – ha tagliato corto Giorgia Meloni – Questo provvedimento sancisce la resa dello Stato che sceglie di far pagare ai cittadini la sua totale incapacità nell’affrontare e risolvere i problemi, mettendo oltretutto a rischio la loro sicurezza e incolumità. Se questo è il governo della responsabilità – ha affondato la Meloni – siamo rovinati”.

Il testo che ha incassato ieri la fiducia alla Camera (ma deve ancora passare al Senato), verrà discusso in Aula a partire da questa mattina. A rallentare la sua corsa verso l’approvazione finale (che dovrà avvenire entro il 21 febbraio, pena la decadenza) ci penseranno le opposizioni che hanno presentato 120 emendamenti, di cui 106 del M5S.