Terra dei fuochi e Ilva: Senato dice sì a decreto su emergenze ambientali

Senato

 

L’Aula del Senato ha approvato ieri il decreto sulle emergenze ambientali e industriali, meglio noto come decreto sulla Terra dei fuochi e sull’Ilva.

Il testo divenuto legge (era già stato approvato alla Camera) è stato promosso da 174 senatori (del Pd, Forza Italia, Scelta Civica) e bocciato da 58 (Movimento 5 Stelle e Lega), mentre i 12 senatori di Sel hanno preferito astenersi.

Il provvedimento introduce il nuovo reato di combustione illecita di rifiuti pericolosi (che potrà essere sanzionato con una pena detentiva dai 2 ai 5 anni); stanzia 50 milioni di euro per lo screening sanitario della popolazione e per il potenziamento degli studi epidemiologici; prevede un più stretto controllo della sicurezza del territorio, con una mappatura dei siti inquinati; e dà il là allo stanziamento di risorse per la bonifica delle zone contaminate, ricorrendo in parte ai soldi confiscati ai cosiddetti “ecomafiosi”.

A esprimere soddisfazione è stato ieri il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando“E’ un punto di partenza – ha commentato – Finalmente siamo nelle condizioni di determinare una riscossa per quell’area. L’ho detto in più occasioni – ha aggiunto Orlando – non tutto è risolvibile con un decreto perché là si sono sommate le contraddizioni della storia del Paese con il collasso di alcune istituzioni”.

E moderatamente soddisfatto si è detto anche don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano (provincia di Napoli) impegnato da anni nella lotta alla devastazione ambientale nella Terra dei fuochi: “E’ un punto di inizio, non certo di arrivo – ha precisato il religioso – ma sono contento perché la Terra dei fuochi finalmente è diventato un problema nazionale e questo è avvenuto grazie al lavoro dei volontari”.

Critico, invece, il Movimento 5 Stelle secondo il quale le disposizioni previste dalla nuova legge non aggiungono niente alle misure già messe in campo sui territori: “Avremo dovuto occuparci di un’interforza investigativa a livello nazionale – ha suggerito in Aula la senatrice pentastellata, Paola Nugnes  – e invece abbiamo fatto quello che la Regione stava già facendo: la mappatura dei terreni”Non solo: il M5S ha espresso anche forti perplessità per il dispiegamento delle forze armate: “850 unità dell’esercito invaderanno il territorio, senza alcuna funzione investigativa e strutturale”, ha rincarato la senatrice Nugnes. Che sulla parte del testo riguardante l’impianto di Taranto ha detto: “E’ l’ennesimo decreto salva-Riva“.