Micron: dipendenti catanesi in corteo

Lavoratori Micron

 

Lo spettro agitato dalle grandi multinazionali intenzionate a ridimensionare il personale (ovvero a licenziare) è di solito la crisi. Non è così per i dipendenti italiani della Micron che da tempo protestano per gli annunciati esuberi dell’azienda americana. Che però, conti alla mano, versa in condizioni tutt’altro che difficili, con un bilancio in positivo che nel 2013 ha raggiunto oltre 2 miliardi di euro di fatturato.

Ciò nonostante, la Micron – azienda  specializzata nella produzione di sofisticate memorie informatiche – ha deciso di trasferire nel quartier generale americano i brevetti e le produzioni di disegn. Una decisione che porterà al licenziamento di 419 dipendenti in tutta Italia: dalla Lombardia alla Sicilia, passando per la Campania e l’Abruzzo. A protestare sono stati ieri i 128 lavoratori a rischio dello stabilimento di Catania, che hanno incrociato le braccia per 8 ore, sfilando per le vie della città insieme ai rappresentanti di tutte le sigle sindacali locali, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fiom, Fim, Uilm e Uglm,

“Protestiamo e continueremo a farlo contro la scellerata decisione dell’azienda fortemente in positivo – ha spiegato uno dei lavoratori in corteo – di dichiarare 419 esuberi in Italia. Si tratta della seconda manifestazione e non ci fermeremo qua”. A rincarare la dose, Francesco Furnari della Fiom: “È un paradosso – ha tagliato corto – siamo stati assunti, formati e lanciati con soldi pubblici ed ora, dopo vari passaggi di mano, il know how va via per sempre. C’è una responsabilità gravissima anche del governo che ha fatto sempre da garante a queste operazioni scellerate”.

La vertenza della Micron, che ha annunciato l’avvio della procedura di mobilità per i dipendenti italiani, verrà discussa oggi al ministero dello Sviluppo economico.

 

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.