Bosnia: esplode la rabbia sociale

Manifestazione Bosnia

 

Circa 200 feriti, decine di arresti e danni ingenti a molti palazzi del governo: sono queste le notizie (in continuo aggiornamento) che giungono dalla Bosnia.

Le proteste sono partite martedì scorso da Tuzla estendendosi rapidamente a molte altre città, tra cui Sarajevo, Zenica, Mostar. A scendere in piazza sono soprattutto i lavoratori sfiancati dalla crisi, che protestano contro la chiusura (già avvenuta o paventata) di molte fabbriche causata, a loro giudizio, dalle sospette privatizzazioni avviate dal governo centrale.

La crisi economica avrebbe, insomma, esasperato una buona parte della popolazione (più di 40 bosniaci su 100 sono senza lavoro) spingendoli a riversare contro i palazzi del potere la loro rabbia. La convinzione dei manifestanti è, infatti, quella che a causare il dissesto economico e sociale del Paese sia stato il malgoverno, accusato di nepotismo e corruzione.

I protestanti hanno assaltato il palazzo del governo locale di Tuzla gettando dalle finestre mobili, schedari e documenti. Scene analoghe si sono viste a Sarajevo dove i cittadini hanno dato alle fiamme il palazzo della presidenza collegiale e quello della presidenza bosniaca. E hanno ingaggiato violenti scontri con le forze dell’ordine.