Electrolux ci ripensa: Porcia non chiuderà

Electrolux

 

Buone notizie sembrano profilarsi per i lavoratori della Electrolux che, dopo settimane di protesta contro il piano draconiano annunciato dal gruppo svedese (che paventava, tra l’altro, una significativa riduzione del salario), hanno ieri incassato la disponibilità dell’azienda a negoziare soluzioni più condivise.

Il rischio chiusura per lo stabilimento friulano di Porcia sembra essere scongiurato, così come quello di procedere con la riduzione a 6 ore dell’orario di lavoro, misura a cui si ricorrerà, hanno annunciato dall’azienda, “esclusivamente come modalità di utilizzo di ammortizzatori sociali“. E anche per lo stabilimento di Susegana, in Veneto, la multinazionale ha annunciato l’aggiornamento del piano industriale.

“Electrolux, sulla base delle proposte e disponibilità che stanno giungendo da parte del governo e dalle istituzioni per interventi di supporto alla riduzione del costo del prodotto, con particolare riferimento al settore delle lavabiancheria – si legge nella lettera che il gruppo ha inviato ieri a governo, Regioni e sindacati – si è impegnata ufficialmente a presentare un piano industriale con investimenti per Porcia nel prossimo incontro in sede istituzionale”.

“L’azienda sta lavorando, in collaborazione con tutte le Regioni – continua la lettera – per identificare e quantificare le iniziative di supporto ai siti produttivi che possano migliorare le condizioni di competitività dei siti medesimi”. “Stiamo concretamente manifestando e dimostrando – hanno rimarcato dalla Electrolux – di essere impegnati a identificare quelle soluzioni che consentano di garantire competitività a tutte le fabbriche italiane”.  Nella lettera inviata nel pomeriggio di ieri, la multinazionale svedese ha, però, espressamente chiesto ai lavoratori in mobilitazione da settimane, di interrompere dal prossimo lunedì le loro azioni di protesta.

Il dietrofront dell’azienda è stato salutato con soddisfazione dal ministro dello Sviluppo economico, Flavio ZanonatoIl gruppo comincia a ragionare sul grande sito di Porcia in modo diverso da come sembrava averla inizialmente impostata – ha osservato – l’idea cioè di chiudere il sito e di trasferire la produzione delle lavatrici in Polonia”. “Dobbiamo continuare a lavorare – ha aggiunto il ministro – La direzione è quella del piano industriale che preveda il rilancio dell’elettrodomestico e che non immagini di utilizzare solo la variabile del costo del lavoro come unica leva per rendere il prodotto competitivo nei mercati internazionali. Il prodotto – ha evidenziato Zanonato – si rende competitivo se è di qualità e se si trovano nuovi mercati”.

Il tavolo delle trattative si riaprirà il prossimo 17 febbraio presso il Ministero dello Sviluppo economico.