Stasera al cinema: “Tutta colpa di freud”

imagesTutta colpa di freud di Palo Genovese – Paolo Genovese è uno dei registi italiani più profiqui in questi ultimi anni e i suoi film sono sempre storie che parlano d’amore, anche la sua ultima opera “Tutta colpa di Freud” in realtà affronta in maniera simpatica e ironica questo sentimento e il modo di affrontarlo al meglio. Per il nostro consueto appuntamento con il cinema, vi presento la commedia di Genovese che da poco è diventato anche un libro. Forse non è un caso che il film sia uscito non proprio a due passi da San Valentino, ma quasi, visto che l’amore sembra essere il motore della vita. E se si dà la colpa al padre della psicanalisi Sigmund Freud è solo per far ridere e sorridere, ma in fondo il buon Genovese non va mica troppo lontano dalla verità, è il signor Freud ad averci fatto una testa tanta con la tesi che ogni aspetto della vita umana va spiegato attraverso il sesso. É lui ad avercelo tramutato, questo sesso, in pensiero-icona in grado di spiegare l’arcano di tutto.

In questo film, la cui sceneggiatura si deve allo stesso Genovese in alleanza con Leonardo Pieraccioni e Paola Mammini, si appoggia proprio questa tesi, mettendo al centro gravitazionale di una iper-cinetica vita sentimentale di tre ragazze di ambizioni e orientamenti disparati, un uomo-padre che, guarda caso, fa lo psicanalista. Ancora un ritratto a sfondo familiare per il regista che dopo “Una famiglia perfetta” torna dietro la macchina da presa con un’altra commedia corale. Stavolta in Tutta colpa di Freud si esplorano un moderno rapporto “padre-figlie” con una godibile digressione romantica e un cast in perfetta sintonia che vede Marco Giallini ideale fulcro emotivo intorno al quale ruotano storie d’amore, di tradimento e ordinaria affettività. Francesco Tamarelli è uno psicologo e padre di tre belle ragazze: la dolce libraia Marta sempre innamorata dell’uomo sbagliato, la vulcanica Sara gay in crisi d’identità che dopo una delusione d’amore decide di diventare etero e la diciottenne Emma, per lei una sbandata per un fascinoso cinquantenne sposato. Genovese ha un invidiabile tocco leggero che gli permette di confezionare una commedia davvero splendida e sorprendente nel suo non indugiare in una volgarità che ormai sembra divenuta repertorio indispensabile.

Insomma, ce n’è abbastanza per seguire – in un intreccio continuo di rivelazioni, equivoci, colpi di scene – due ore di pellicola decisamente anomale per una commedia di questo tipo. Certo, la durata è adeguata per spiegare ogni minimo dettaglio, per curare con un po’ di attenzione in più i personaggi e soprattutto per inserire qui e là alcuni dialoghi gustosi nei quali, quasi sempre sono i due esponenti maschili Giallini e Gassman a reggere l’intero impianto. E dei due, per l’intero film, il vero valore aggiunto è proprio Giallini, attore che si sta prendendo sul grande schermo uno spazio sempre più ampio e meritatissimo. É lui a regalare le battute migliori, con i tempi migliori, passando dal malinconico all’ironico, al comico. “Tutto colpa di Freud” si rivela di una pasta molto più raffinata di tante commedie italiche “da San Valentino”, e i suoi piccoli peccati veniali, come ad esempio la voce fuori campo a inizio film a presentare ogni singolo personaggio della storia, possono essere perdonati se anche Scorsese lo ha fatto nel suo ultimo film. Insomma un film bello, leggero, ben scritto, ben girato e con attori che hanno sorpreso anche me che non sono una patita delle commedie italiane da San Valentino.