Roma: tornano i “Forconi”

Presidio coordinamento 9 dicembre

 

E’ bene precisarlo subito: i manifestanti che dal 9 dicembre scorso si sono organizzati per dare voce all’insofferenza nei confronti dei governanti non vogliono essere chiamati “Forconi”. Il nome – che fu in effetti “coniato” dagli agricoltori e lavoratori siciliani che, per primi, puntarono l’indice contro la politica nazionale – non sembra, infatti, rappresentarli. Preferiscono definirsi aderenti al “Coordinamento 9 dicembre 2013” e, soprattutto, soffermarsi sui motivi che li hanno spinti a tornare in piazza.

Da sabato sera, infatti, alcune decine di manifestanti hanno allestito un presidio in piazzale dei Partigiani a Roma per chiedere il “rispetto della Costituzione” e ottenere che “il governo vada a casa”. Nella giornata di oggi dovrebbero arrivare nella Capitale altre 3 mila persone che, nei prossimi giorni, potrebbero dar vita a cortei e manifestazioni in molti punti della città. “Sarà una manifestazione ad oltranza – hanno annunciato dal presidio romano – di giorno in giorno verranno decise le eventuali iniziative da portare avanti”.

Il “quartier generale” rimane, per il momento, piazzale dei Partigiani (vicino alla stazione Ostiense) dove i protestanti hanno montato alcune tende, attirandosi i “rimproveri” delle forze dell’ordine chiamate a presidiare la zona. “Questa manifestazione era stata preavvisata da un mese – ha spiegato Danilo Calvani, uno dei leader della protesta – abbiamo detto che sarebbero arrivate migliaia di persone e abbiamo protocollato tutto. Ma questa classe politica se ne infischia di assistere gli italiani. Noi abbiamo diritto all’assistenza, siamo persone civili e non violente e stiamo lottando per la Costituzione”. “Ieri sera ci hanno mandato la Questura (per gli sgomberi, ndr) ma noi restiamo qui – ha aggiunto Calvani – e se ci caricheranno, staranno dichiarando guerra ai cittadini italiani e noi civilmente reagiremo”.